Telefonate e messaggi molesti a tutte le ore alla ex, il giudice lo obbliga a smettere

Divieto di avvicinare la donna e i luoghi da essa frequentati, ma anche di usare chat, messaggi o telefonate per contattare la ex

I legami d’amore sono difficili da recidere quando viene meno il presupposto principale, cioè l’amore.

Quel legame diventa un legaccio al quale ci si appiglia con forza, caparbietà e violenza. E se l’altro non ne vuole più sapere, non importa, si continua, si persevera, incorrendo nella giustizia penale.

Ed è quanto accaduto ad un cinquantenne, difeso dall’avvocato Cristian Giorni, finito davanti al gip per l’interrogatorio dopo l’emissione del divieto di avvicinamento alla ex.

Secondo la denuncia l’uomo avrebbe molestato la donna con chiamate, messaggi e chat, oltre che appostamenti sotto casa o al lavoro. Comportamenti che configurano il reato di stalking, che può portare fino all’arresto.

Per l’uomo, al momento, un provvedimento meno afflittivo che prevede l’obbligo “di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa”, vietando anche "all'imputato di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con le persone offese.

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