Parco dei Monti Sibillini, bracconieri uccidono raro camoscio appenninico

Il blitz della forestale ha permesso di denunciare due uomini che cacciavano illegalmente nel parco. Il presidente dell'area: "Servono più uomini per controllare l'area protetta"

Usavano persino una tagliola per cacciare di frodo nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini a cavallo tra Umbria e Marche. E probabilmente grazie a questo strumento criminale hanno catturato un raro esemplare di camoscio dell'Appennino; specie che con grande fatica è stata reintrodotto - poche coppie al momento - sulle nostre montagne. I bracconieri però sono stati puniti dalla loro vanità venatoria: nel blitz del Corpo Forestale (avvenuto nei giorni scorsi) all'interno delle proprietà di due uomini - denunciati per bracconaggio e possesso di armi e munizioni illegali - è stato ritrovato imbalsamato il camoscio, trasformato in trofeo da caccia. 

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha voluto esprimere pubblicamente un sentito ringraziamento al Corpo Forestale dello Stato ed ha auspicato che la giustizia faccia quanto prima il suo corso. "L’allarme lanciato dal - scrivono in una nota - a gennaio, successivo all’ennesimo macabro ritrovamento di un esemplare di lupo ucciso con armi da fuoco, inizia evidentemente a portare i primi risultati. In quella circostanza fu portata all’attenzione di numerose istituzioni (tra i quali il ministero dell’Ambiente, la Procura della Repubblica e le Prefetture delle province in cui ricade il Parco) la situazione preoccupante di un diffuso fenomeno di bracconaggio, a fronte di una costante riduzione di risorse e del personale del CFS operante nel Parco. Negli ultimi anni, infatti, sono stati chiusi i comandi stazione di Bolognola e di Ussita, due piccoli centri che però si trovano proprio nel cuore dell’area protetta e sono quindi strategici proprio per l’attività anti-bracconaggio".
 
Gli uomini e le donne che tutti i giorni lavorano per la tutela del Parco si augurano che le istituzioni garantiscano "un adeguato contingente di mezzi e uomini del CFS nel Parco, riaprendo anche i due comandi stazione di Ussita e Bolognola. Per un territorio molto vasto come quello del Parco dei Sibillini, per il quale è previsto un organico di 70 agenti (1 ogni 1000 ha), si contano al momento solo 43 agenti". 

Purtroppo le proposte di riorganizzazione del CFS, all'esame del Parlamento, non sono al momento rassicuranti, ma confidiamo che venga riconosciuto il ruolo insostituibile che il CFS svolge nella difesa della biodiversità, non solo nelle aree protette.

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