Piazza Grimana, parcheggio selvaggio e posteggiatori abusivi: è caos

Quel piazzale è un inferno. Solo 10-12 posti (disabili, pubblico interesse e 8 normali, a sosta libera di 30 minuti), ma spesso i mezzi sono quindici

“Altro che mezz’ora: quelle auto, sempre le stesse, stanno lì dal mattino alla sera. Alla faccia della mezz’ora di sosta indicata dal cartello!”. Lo dice uno dei commercianti di piazza Grimana, tra i primi a battersi al fine di ottenere uno spazio per la sosta breve, a favore dei clienti di passaggio che vogliono fermarsi un attimo per comprare un farmaco, una pizza, un pacchetto di sigarette, un caffè, un giornale. “Ma il grave è che quegli spazi li occupano proprio quelli che si lamentano perché i clienti non trovano posto, se non a pagamento: sotto, al parcheggio Sant’Antonio. Sempre libero perché, in tempi di crisi, la gente risparmia su tutto. Il teatro del contendere è sempre quello: il riquadro di asfalto che precede il campetto da basket tra piazza Fortebraccio e via della Pergola. “Ancora una volta l’hanno avuta vinta i motori”, commenta con amarezza un anziano abitante di via Pinturicchio che, con alcune signore, amava fermarsi sotto i lecci ombrosi. Ci prova anche oggi, ma le auto assediano le panchine e i gas di scarico ammorbano l’aria.

Proprio così: da via degli Scortici le auto in salita sgassano, emanando biossido di carbonio, mentre gli penumatici lasciano un puzzo di gomma bruciata. Da sopra, la fila ininterrotta di via Pinturicchio. L’unico spazietto per anziani e mamme con pupo al seguito (invero pochi, causa lo spopolamento del centro storico) era rimasto questo. Adesso gli ultimi dei Mohicani se ne stanno rinchiusi tra l’edicola dismessa (sempre in mezzo ai piedi!), la canellina e i frontali sfacciati delle auto che si spingono fin quasi a toccarli.

Quel piazzale è un inferno. Solo 10-12 posti (disabili, pubblico interesse e 8 normali, a sosta libera di 30 minuti), ma spesso i mezzi sono quindici. “Ne ho contati fino a diciotto”, dice un signore, soprannominato ‘il sindaco’ di via Pinturicchio, causa la sua antica residenza in zona. Ultima novità, tutta da ridere: l’altro ieri, un giovane di colore si era improvvisato guardamacchine e orientava gli utenti con fare professionale (“venghi, venghi, dottó!”). Una cosa di questo genere, a Perugia, non s’era mai vista. Ci sono i presupposti per un controllino da parte della municipale. “E non ci si venga a dire – commenta una signora centenaria, conosciutissima – che si sta pensando a un progetto per i pedoni! Qui l’unico progetto è quello di assediarci e farci rinchiudere in casa!”.

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