Ospedale di Perugia, la nuova procedura per curare l'asma grave

I pazienti affetti da asma severo non controllato, che non rispondono adeguatamente ai farmaci, possono  ora accedere a ad un nuovo metodo terapeutico. Si tratta della Termoplastica Bronchiale, procedura non farmacologica, mininvasiva ,eseguita mediante un broncoscopio flessibile con l’erogazione di radio frequenze sulla parete bronchiale, che riduce del 30-50% il volume del muscolo liscio delle vie aeree.

Questa nuova tecnica, che si è rivelata molto utile in una patologia di larga diffusione quale è l’asma , è stata presentata martedì 30 maggio nel corso di un incontro organizzato dalla struttura di Pneumologia del Santa Maria della Misericordia, al quale ha partecipato il personale medico ed infermieristico di diverse struttura, allo scopo di approfondire l’impiego della metodica in pazienti spesso affetti da più patologie. “ L’asma grave dei nostri pazienti si manifesta con una broncocostrizione eccessiva delle vie aeree, che provoca una grave compromissione della funzionalità respiratoria – osserva il Dr. Maurizio Dottorini, direttore della struttura di Pneumologia e Unità di Terapia Respiratoria - : la riduzione del muscolo liscio contribuisce a ridurre la capacità di costrizione delle vie aeree, attenuando così la gravità della patologia ”

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Con la nuova metodica, in dotazione solo in pochissimi centri in Italia, si riesce a mantenere il controllo dell’asma e i sanitari di Perugia hanno potuto effettuare i primi trattamenti su una donna di 60 anni, con eccellenti  risultati terapeutici, riferiti nel corso della presentazione.  Sono già stati selezionati 20 pazienti che a breve inizieranno ad essere trattati con la nuova metodica.

“Considerata la elevata diffusione della patologia anche nella nostra regione, abbiamo dotato il nostro centro di una apparecchiatura innovativa – ha sottolineato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Emilio Duca- . L’asma grave non controllato, può determinare frequenti riacutizzazioni e/o effetti collaterali da farmaci e/o morbilità cronica, può compromettere la qualità di vita dei pazienti affetti e può avere notevoli ripercussioni sul piano sociale ed economico in termini di assenze dallo studio e/o lavoro, ridotta produttività, elevata frequenza di ricoveri ospedalieri e riacutizzazioni. All’incontro-presentazione  della nuova metodica interventistica è intervenuto anche il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Emilio Duca, che ha sottolineato  la necessità di una integrazione sempre più elevata con i medici di medicina generale e i professionisti delle aziende del territorio,” a tutto vantaggio della appropriatezza delle cure e dei pazienti, assistiti nel posto giusto al momento giusto”.  

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