Muore di infarto dopo essere stato dimesso dall'Ospedale: processo a rischio prescrizione

Dopo il drammatico episodio la famiglia ha chiesto di volerci vedere chiaro, denunciando l'accaduto a facendo aprire un'inchiesta che è poi sfociata in processo che vede due dottori accusati

Il rinvio dell'udienza a dicembre ha di fatto accresciuto il rischio di una pesante prescrizione per un caso di presunta malasanità che si è compiuta in un ospedale umbro. Si tratta della morte di un uomo che per due volte era stato dimesso dall'Ospedale che aveva negato la presenza di sintomi riconducibili all'infarto e che poi è morto mentre svolgeva un elettrocardiogramma sotto sforzo, prescritto dal medico di famiglia dopo che il paziente, allarmato per il dolore, si era rivolto a lui come ultima spiaggia. A finire a processo due medici, difesi dagli avvocati Giancarlo Viti e Michele Gambuli.

LA RICOSTRUZIONE DELLA STORIA - È bastato un esame, perché i medici decidessero di dimettere il paziente, escludendo la possibilità che potesse sopraggiungere un infarto. L'uomo decide quindi di tornare a casa, ma ben presto si vede costretto a tornare in ospedale per quel fortissimo dolore al petto che lo costringe a rimanere sofferente. Un semplice antidolorifico è la risposto. L'uomo, spaventato, decide quindi di recarsi dal medico curante che gli prescrive un elettrocardiogramma sotto sforzo.

Ed è proprio durante l'esame avviene la tragedia. Il paziente muore improvvisamente. Da questo momento in poi si scatena la rabbia della famiglia, assistita dagli avvocati David Zaganelli e Raffaello Agea, che vogliono assolutamente accertare la verità e scoprire se vi siano delle responsabilità mediche su quanto accaduto.

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