Nelle case degli insospettabili un tesoro archeologico rubato: perugini denunciati

Operazione dei carabinieri, i reperti, dal valore presunto di diversi milioni di euro, nascosti anche in un pollaio: "Non sono semplici tombaroli"

“Non sono semplici tombaroli”. E in casa – due a Perugia e una Cannara – nascondono un tesoro archeologico. Reperti unici, meravigliosi, databili tra il V e il III secolo avanti Cristo. Cinque persone, due uomini e tre donne, tutte originarie e residenti in provincia di Perugia, sono state denunciate in concorso dai carabinieri per “impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato”. “Non si tratta dei classici tombaroli – spiegano i militari, che hanno anche trovato dei reperti nascosti in un pollaio - ma di soggetti che verosimilmente rivestivano il ruolo di intermediario”. La stima dei militari si aggira intorno a dieci-dodici milioni di euro.

L'operazione dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Perugia, ha permesso di recuperare “36 reperti archeologici, per la maggior parte composti da vasi attici a figure rosse o con decorazioni a intarsio a foglia oro, propri della cultura greca e verosimilmente provenienti da siti dell’antica Apulia (Puglia), databili tra il V ed il III Secolo a.C.”.

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E ancora: “Tutte le opere rinvenute rivestono un eccezionale valore storico – artistico e archeologico. Mettono in evidenza quanta ricchezza si cela ancora nel sottosuolo italiano. Si tratta di crateri a campana, a volute, a calice che, per la loro bellezza, non è da escludere che possano essere in futuro attribuiti anche a noti pittori dell’epoca. Provento di scavi abusivi, erano destinati sicuramente ad alimentare il fiorente mercato clandestino, sia nazionale che internazionale, delle opere d’arte. E’ un complesso ceramico cospicuo, a cui si aggiungono ex voto che riproducono teste o figure femminili, corredo di luoghi di culto e tombe”. Il tesoro, proseguono i carabinieri di Perugia, è “perfettamente conservato anche se alcuni manufatti risultano danneggiati, ma a detta degli esperti perfettamente ricostruibili, e riportano impresse splendide decorazioni raffiguranti soggetti, miti dell’epoca scene di caccia o di battaglia”.

Nelle case - e nel pollaio – delle cinque persone denunciato è stato trovato di tutto. "Tra i pezzi più’ importanti – spiegano i militari dell'Arma - un anfora, un cratere a mascheroni e delle teste votive che ancora riportano i colori originali dell’epoca. In particolare sono stati recuperati un'anfora a figure rosse, un kos globulare a figure rosse, una patera con Ombelicus, due oinochoe trilobata a figure rosse,  un kylix con coperchio, due  loutrophoros a figure rosse,  un rhyton  a testa femminile, sei statuine femminili, tre crateri a campana, un  vaso plastico,  un skyphos a figure rosse, un cratere a volute, un cratere a colonnette miniaturistico, un lekhytos miniaturistica, un orlo di vaso, due kantharos, un  guttus a vernice  nera, due anforette,  due hydria, tre frammenti di vaso plastico, una testa femminile, una parte superiore di vaso plastico, 26 frammenti".

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