Caso Meredith, film su Amanda: Perugia "brutta, sporca e cattiva"

Su Canale 5 il film contestato sulla vicenda della morte di Meredith Kercher. Tante perplessità sia sulla storia che sulle scene che dovrebbero rappresentare il capoluogo umbro

Un sistema giudiziario perverso, che non si capisce, portato avanti da poliziotti che sembravano usciti dagli anni 70 - con tanto di baffi e area da giustizieri - e un magistrato moralista e inquisitorio che urla "ergastolo, carcere a vita". E' questo quello che, scena dopo scena, emerge nel film su Amanda Knox mandato in onda, stasera, dal Canale 5, al quale la stessa Knox ha espresso la propria contrarietà.

Un film che parla di Perugia ma che opta per posti, scene e inquadrature che nulla hanno a che fare con la bellezza e la storia di Perugia. Un'Umbria che è in realtà il lazio di provincia di piccoli borghi anche poco curati.

Una Perugia e una Italia dove tutto è possibile come dicono le protagoniste straniere: addirittura si beve birra all'aperto. Un'Università che non ha 700 anni di storia ma solo sbandati. Insomma poco o niente sul dramma di una famiglia, di una ragazza barbaramente uccisa e di una città sbattuta in prima pagina che ha cercato in tutti i modi di non mettere in sfida l'indipendenza della giustizia e gli interessi politici. Non dimentichiamoci che ancora oggi Perugia è gemellata con quella Seattle città dove è tornata a vivere Amanda. Un gemellaggio che è in pericolo tanto che il sindaco Boccali ha inviato recentemente una delegazione per capire cosa fare dei futuri rapporti internazionali.

E qui sono emerse le forti pressioni delle lobby sul processo in Cassazione che potrebbe riaprire il caso. Un film dove Perugia, l'Italia, la giustizia assomiglia alla pellicola  "brutti, sporchi e cattivi". Degradati come quegli scenari di strade dissestate, asfalto mancante, piccoli vicoli con case anneriti, scalinate anonime che si vuole far credere nella finzione appartengano a Perugia. Nel film però una verità emerge: "Bisogna far parlare di questa storia tutti i media americani" dicono famiglie e consulenti Usa. E così è stato: una difesa aprioristica, con accus al Pm Mignini. Ma se una italiana fosse stata incriminata di omicidio a Seattle sarebbe finita come è finita a Perugia? Domanda legittima. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Nessuno vuole più indossare la toga? Esame da avvocato, domande al minimo storico

  • Muore a 39 anni schiacciato dal trattore, inutili i soccorsi

  • Umbria, colpito da infarto in banca: infermiere e vigile del fuoco fuori servizio gli salvano la vita

  • Cadavere in un canale, sul posto Carabinieri e Vigili del fuoco

  • Albero crolla e si abbatte su una casa e su un'auto

  • Travolto e ucciso da un'auto in superstrada: Fabrizio muore a 45 anni

Torna su
PerugiaToday è in caricamento