Prima l'appuntamento, poi l'omicidio: Katia massacrata a martellate, per l'assassino condanna ridotta

Piter Polverini, originario di San Giustino, è stato condannato a 14 anni per l'omicidio di Katia Dell'Omarino. Il corpo della vittima era stato ritrovato sul greto di un fiume

Quattordici anni di condanna (due in meno rispetto alla pena inflitta in primo grado) per l'omicidio di Katia Dell'Omarino. E' quanto stabilito dai giudici nel processo d'Appello a carico di Piter Polverini, il 26enne di San Giustino arrestato nel settembre del 2017 dai carabinieri dopo una complessa indagine che portò gli inquirenti a stringere il cerchio intorno al giovane.

I giudici della corte d'Appello fiorentina hanno rideterminato la pena da 16 ai 14 anni, concedendo all'imputato le attenuanti generiche. Polverini, che ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato incassando così lo sconto di pena, si trova attualmente ristretto nel carcere umbro di Orvieto.

L'omicidio di Katia è avvenuto tra l'11 e il 12 luglio del 2016 a Sansepolcro, al confine tra Umbria e Toscana. Il corpo senza vita della donna - una 40enne del posto - era stato ritrovato lungo l'Alveo del fiume Afra. Il terribile delitto si consumò dopo un incontro tra i due: prima l'appuntamento, poi un rapporto intimo e infine una discussione culminata con una ferocia che ha portato al decesso della donna, presa a martellate e poi gettata nel greto del fiume. L'imputato è difeso dagli avvocati Mario Cherubini e da Piero Melani Graverini. Come riporta ArezzoNews, il motivo alla base dell’omicidio sarebbe stata la somma da corrispondere per una prestazione sessuale. 

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