Omicidio a Fontivegge, il sindaco Romizi tiene alta la guardia: "Serve un presidio fisso di polizia"

Il sindaco: "Una cura speciale per il quartiere, continueremo a lavorare a testa bassa"

"Continueremo a lavorare a testa bassa per il bene di Perugia". Il sindaco Andrea Romizi, dopo l'omicidio a Fontivegge, con un 35enne tunisino ucciso a coltellate, non abbassa la guardia: "Serve subito un presidio fisso di polizia per garantire sicurezza ai cittadini". E spiega: "Ciò che è successo durante la notte tra sabato e domenica a Fontivegge conferma l’importanza e la necessità della progettualità avviata nel quartiere mediante gli interventi previsti dal Piano periferie, che non può assolutamente fermarsi, ma anche l’esigenza di un presidio fisso di polizia nella zona affinché venga garantita una maggior sicurezza ai cittadini". 

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Il punto è questo, per Fontivegge serve una cura - choc. Quella che il congelamento del Bando Periferie ha messo al tappeto: "Nella zona della stazione servono medicine straordinarie perché altre cure si sono dimostrate insufficienti – spiega il sindaco in una nota –. Proprio per questo motivo in questi quattro anni abbiamo pianificato interventi strutturali capaci di riqualificare e rifunzionalizzare l’intera area. Sono pertanto essenziali i milioni di euro provenienti dal Bando periferie insieme a un rinnovato impegno da parte del governo. Stiamo parlando di interventi che per la loro natura eccezionale richiederanno tempi non brevissimi di realizzazione, ce ne rendiamo conto, ma questi sono stati sempre accompagnati dalle quotidiane azioni dell’amministrazione che sull’area ha costantemente mantenuto un’attenzione speciale".  

E ancora, con il primo cittadino che elenca i progetti della sua giunta per rilanciare il quartiere: "Non a caso i progetti della pubblica illuminazione e della banda ultralarga sono partiti da Fontivegge – spiega Romizi – proprio per offrire maggiori opportunità al quartiere sfruttandone, allo stesso tempo, le enormi potenzialità. Nella medesima area abbiamo investito in maniera significativa anche nella videosorveglianza ed è programmata l’installazione di ulteriori 50 telecamere. L'amministrazione è intervenuta per assegnare immobili inutilizzati ad associazioni culturali per riqualificare l'area anche attraverso le loro attività. Sono stati inoltre messi in sicurezza, gestiti e controllati, alcuni parcheggi utilizzati abitualmente come luoghi di spaccio e di bivacco, riqualificati spazi, rimesse a posto strade e pavimentazioni, portati avanti interventi di decoro urbano. A breve saranno realizzati nuovi percorsi ciclabili e pedonali; ci si è riappropriati di locali abbandonati e sono state ripristinate aree verdi. Il nostro obiettivo – si legge nel comunicato - non è soltanto quello di restituire ai cittadini un quartiere più pulito e più sicuro rispetto a come lo abbiamo trovato ma soprattutto quello di garantirgli un futuro nel lungo periodo. Da ultimo nell’ambito del Piano urbano di mobilità sostenibile – prosegue il sindaco - Fontivegge avrà un ruolo centrale in quanto il terminal del nuovo metrobus verrà realizzato sopra i binari morti di via Sicilia e i viaggiatori avranno la possibilità di raggiungere zone come Castel del Piano, l’ospedale, l’università e San Marco, che ora sono scarsamente servite. Fontivegge è il fulcro dal quale ancora più passeranno ogni giorno ad ogni ora migliaia di persone che si spostano con il treno, il minimetrò e gli autobus urbani".

Infine, la richiesta di non mollare, rivolta ai cittadini di Fontivegge e di tutta Perugia: "La nostra visione e i nostri progetti – è scritto nella nota - hanno sortito effetti positivi come la volontà da parte di importanti operatori privati di tornare ad investire nell’area. Lo sforzo del Comune è stato massimo fin dal primo giorno, con risorse che non hanno precedenti. Ciò non toglie che siamo chiamati di giorno in giorno a intensificare ancor più il nostro impegno, auspicando l’attenzione degli altri soggetti istituzionali accompagnata da un nuovo protagonismo dei cittadini. L’errore più grande – conclude Romizi - sarebbe quello di consentire che l’ultimo episodio di criminalità ci riporti a una condizione di pericolosa sfiducia. Non è il nostro caso, poiché continueremo a fare di tutto, come sempre, lavorando a testa bassa per il bene della città".

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