Omicidio per droga a Fontivegge, l'accoltellatore condannato a 15 anni

La condanna con il rito abbreviato. Dopo l'accoltellamento l'omicida avrebbe “ripetutamente” sputato sul corpo della vittima

Quindici anni di reclusione per l’assassino di Fontivegge. Zouaoui Saber Mohamed Wertani è stato ritenuto colpevole, dopo la celebrazione del giudizio abbreviato (con diritto allo sconto di un terzo della pena) dell’omicidio di Mohamed Wertani la notte del 23 settembre del 2018 a Fontivegge. L’uomo eraa difeso dall’avvocato Vincenzo Bochicchio.

Secondo l’accusa Zouaoui Saber, quella notte di fine settembre aveva un coltello e colpì il suo amico che poco prima gli aveva tirato una bottiglia di birra. La lite era nata per una dose di cocaina “negata” dall’indagato alla vittima. L’acquisto della droga è stato confermato da un amico della vittima, avendo ricevuto una telefonata dalla stessa in cui diceva che “si sarebbe recato da Saber intenzionato a fare un casino per la cocaina”. Poi un sms al fratello della vittima da parte dell'amico per metterlo al corrente delle intenzioni del fratello. Lui, quella sera, a prendere la droga ci è andato veramente. Una dose negata, una parola di troppo urlata sotto casa, la lite e poi la tragedia.

avvocato vincenzo bochicchio-2Saber nel corso dell'interrogatorio aveva, e ancora lo sostiene, dichiarato di essersi solo difeso e di non voler uccidere il connazionale; quanto all’arma era in mano alla vittima, salvo poi cadere per terra, dove l’indagato l’avrebbe raccolta per difendersi. Un testimone lo smentisce, però, e afferma di aver visto Saber scendere di casa con il coltello in mano per poi colpire Wertani. L’imputato aveva sostenuto di essersi sbarazzato subito del coltello e di averlo recuperato soltanto il giorno dopo aver appreso della morte della vittima. L'arma del delitto era stata poi ritrovata all'interno di una cabina telefonica avvolta in un foglio di giornale, nei pressi della abitazione dove era andato a nascondersi l’indagato.

Dopo aver sferrato il colpo mortale Zouaoui Saber avrebbe “ripetutamente” sputato sul corpo della vittima, accompagnando il gesto con le parole “muori pezzo di m....a”. Ipotesi negata dall’indagato, come la volontà di colpire per uccidere, ma di aver preso il coltello solo per “spaventare” il rivale e che non si sarebbe neppure accorto di averlo colpito con l'arma.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni. Il difensore dell’uomo ha già preannunciato l’appello.

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