Inchiesta sanità - Nuovo round a favore della Procura, altri 30 giorni di arresti domiciliari per Bocci, Duca e Valorosi

Proseguono anche gli interrogatori e i pubblici ministeri si appresterebbero a chiudere le indagini appena depositate le perizie su cellulari e computer

La richiesta della Procura di Perugia è stata accolta. Il giudice per le indagini preliminari ha concesso altri trenta giorni di arresti domiciliari per gli indagati “eccellenti” nell’ambito dell’inchiesta sulla Sanità regionale. La proroga delle misure cautelari è per Maurizio Valorosi (ex direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera di Perugia), per l’ex dg Emilio Duca, per l’ex segretario regionale del PD, Gianpiero Bocci.

La richiesta della Procura è stata fatta sulla base di ulteriori risultanze emerse nel corso dell’indagine e per lo svolgimento degli oltre agli accertamenti tecnici ancora in corso su cellulari e supporti informatici sequestrati tre settimane fa. Per la Procura sussisterebbe il rischio di inquinamento probatorio, da qui la richiesta di prosecuzione delle misure interdittive e cautelari.

Per l’ex assessore Barberini, anche lui finito ai domiciliari, ma tornato in libertà, i giudici del Riesame avevano accolto le richieste della procura per il ripristino della misura cautelare. Decisione, questa, pendente in Cassazione dopo il ricorso della difesa.

Proseguono anche gli interrogatori delle persone indagate ed è probabile che terminati gli stessi si procede alla chiusura delle indagini e alla notifica agli indagati.

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