Aiutiamo Norcia, Claudio ed Emanuela non se ne vogliono andare: ecco il crowdfunding per aprire una piccola attività

"Non vogliamo abbandonare la nostra amata terra e stiamo tentanto di fare del tutto per far ripartire la nostra economia". Vogliono aprire un piccolo laboratorio per lavorare i tartufi. A chi fa una donazione regalano salsa tartufata, formaggi e norcinerie varie

Emanuele a Claudio

Dopo il terremoto devastante del 2016, a Norcia, tutto è cambiato: un turismo che stenta a ripartire, un economia quasi azzerata, una ricostruzione latitante e con mille incertezze. Questo angolo di paradiso della Valnerina, immerso tra le montagne, per molti è diventato troppo piccolo per vivere. Molti sono costretti ad andarsene. Una tragedia per una piccola comunità di montagna. Ma c'è anche chi vuole resistere, inventarsi un lavoro, utilizzare le ricchezze di questa terra. Questa è la storia di una giovane coppia, Emanuela e Claudio, trentenni, genitori di una splendida bambina di 6 anni, che hanno un progetto, un'ambizione ma poche risorse economiche a disposizione. 

"Non vogliamo abbandonare la nostra amata terra e stiamo tentanto di fare del tutto per far ripartire la nostra economia e sperare di vedere Norcia come era prima dei terribili terremoti che ci hanno buttato a terra": hanno scritto come incipit del lancio di un crowdfonding - una raccolta di soldi dai cittadini - per rendere più stabile la piccola attività commerciale che a fatica sono riusciti a rimettere in piedi dopo il sisma. "siamo riusciti a riaprire la nostra norcineria - hanno scritto - con le nostre sole forze lo scorso giugno, ora stiamo cercando di riaprire anche il piccolo laboratorio artigianale per la lavorazione del tartufo. Dobbiamo credere che tutto ciò sia possibile, noi non molleremo mai il nostro luogo del cuore! Per noi, per nostra figlia, per il futuro....Forza Norcia". Sognano un piccolo laboratorio per poter trattare l'oro nero della Valnerina: il tartufo. 

Tutto questo non per arricchirsi ma poter vivere una vita normale, in mezzo alle loro montagne. La raccolta dei soldi non è fine a stessa: i donatori riceveranno a secondo della cifra dei preziosi prodotti made in Norcia. Un esempio: con 10 euro sarà inviato in vasetto di salsa tartufata da 80 grammi, 50 euro salsa tartufata più strangozzi, 100 euro salsa tartufata, un salame e una mezza forma di pecorino; 500 euro un intero campionario di prodotti locali (un cesto) più vino. Si può anche contribuire con 5 euro ricevendo un grazie pubblico sulla pagina di Fb. Per conoscere meglio questa storia e fare una donazione basta andare su questa piattaforma (clicca qui): Insieme per Norcia.  Ma come si vogliono utilizzare questi fondi?

Ecco: "Fino ad ora, con i nostri risparmi, siamo riusciti a prendere in affitto un locale, non grandissimo, ma adatto per poter ricominciare. Abbiamo acquistato un autoclave sterilizzatrice e un compressore per mandare la macchina (usati); un macchinario per la stampa delle varie etichette per i vasetti; un tavolo e un lavandino inox industriale; una bilancia di precisione che arriveranno a breve. Vi terremo aggiornati. Ci occorrono ancora € 15.000, che verranno utilizzati in questo modo: 6200,00 n.1 dosatrice volumetrica inox, che ci servirà per il riempimento dei vasetti; 3000,00 n.1 cutter, che ci servirà per grattuggiare i tartufi e gli altri prodotti che abbiamo in mente di realizzare; 1780,00 n.1 armadio frigo per la conservazione dei tartufi freschi; 1520,00 n. 1 armadio congelatore,  per conservare il tartufo; 2500,00 n. 1 abbattitore di temperatura".

Abbiamo voluto raccontare questa storia perchè da umbri siamo molto preoccupati per la lenta rinascita della nostra Valnerina dopo il sisma. Preoccupati anche per una economia regionale violentata e uccisa negli ultimi 15 anni, con tanto di emigrazione di giovani come negli anni '50. Basti pensare che, se non si inverte la rotta, secondo Agenzia Umbria Ricerche tra 15 anni rischiamo di perdere altri 50mila abitanti. Sarebbe la morte cerebrale di un Umbria sempre più vecchia e incapace a rialzarsi. Aiutiamo dunque Claudio ed Emanuela... e in cambio avremo oggi e per sempre ottimi prodotti culinari della nostra cultura. Un investimento per il nostro futuro. 

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