Presa la banda della rapina in villa, scorrazzavano per tutta la penisola

In conferenza stampa il comando provinciale dei Carabinieri di Perugia ha illustrato le dinamiche che hanno portato all'arresto dei presunti rapinatori dell'anziana 84enne alcuni giorni nelle campagne di Nocera Umbra

Sono tutti giovanissimi, tra i 28 e i 25 anni, i cinque uomini di origine albanese che secondo i primi accertamenti dei Carabinieri avrebbero partecipato, con diversi ruoli, alla rapina avvenuta a Nocera Umbra lo scorso 5 aprile ai danni di un'anziana 83enne. Per fortuna, la signora non ha riportato ferite ma solo un piccolo spavento, nonostante l'età e il fatto che sia stata legata ad una sedia e minacciata con un coltello da cucina.

Come spiegato dai carabinieri dalla stazione provinciale di Perugia, è stata un'indagine lampo, partita grazie all'intuito e ad un po' di fortuna di un carabiniere di Nocera che, notati spostamenti sospetti di una macchina non conosciuta, ha segnalato prontamente alla centrale, cercando poi di seguire gli spostamenti dei sospettati. A quel punto il militare ha notato che l'auto attendeva e caricava altri tre uomini provenienti dalla villa appena rapinata.

Il carabiniere ha poi perso le traccie della Lancia Y con a bordo i cinque uomini, ma il più era fatto, e dal comando erano partite tutte le procedure per l'indagine. Dopo poche ore infatti, i carabinieri grazie al numero di targa recuperato, sono riusciti a risalire ai primi sospettati, domiciliati a città della Pieve, i due 24enni H.F. e A.E. che il carabiniere ha riconosciuto essere i due pali nella macchina.

Messi alle strette i due giovani albanesi hanno subito fornito ai militari elementi importanti per arrivare ai complici: ammettendo la partecipazione parziale alla rapina, ma riferendo di non conoscere i complici che, provenienti Fucecchio in provincia di Firenze, e che la sera avevano alloggiato in un albergo nella zona di Perugia e che poi si sarebbero dileguati su una Audi A6 con targa albanese subito dopo il colpo.

Il cerchio si è stretto e grazie all'incrocio d'informazioni tra i vari comandi, i militari sono quasi subito arrivati ai tre presunti rapinatori e predisposti i posti di blocco, i tre venivano fermati la sera stessa del 5 aprile in possesso di circa 3500 in contanti, numerosi grammi di oro e orologi preziosi, frutto di alcune rapine. Tutti gli elementi poi raccolti dai carabinieri, inerenti ai cellulari e ad alcune ricevute ritrovate, hanno confermato il quadro accusatorio che si era subito manifestato.

Per i tre albanesi  K.B. 24 anni, K.S. 28 anni e T.M. 26 anni sono scattate le manette e non si esclude che possano essere coinvolti e accusati di tante altre rapine in tutte le regioni d'Italia. Insomma, molte volte la fortuna è fondamentale perché le cose vadano in un certo modo, ma poi c'è sempre bisogno dell'intuizione e del lavoro, e come in questo caso, tutto si è collegato perfettamente e i carabinieri sono riusciti a sbrogliare un caso e magari riusciranno a fare luce su molte altre rapine irrisolte.

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