Maxi inchiesta contro la 'ndrangheta: imprenditore arrestato a Santa Maria degli Angeli

C’è anche un imprenditore di Strongoli, che da tempo vive in Umbria, a Santa Maria degli Angeli, nella maxi inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro contro l’ndrangheta e che ha portato all’arresto di 169 persone

Immagine d'archivio

C’è anche un imprenditore di Strongoli, che da tempo vive in Umbria, a Santa Maria degli Angeli, nella maxi inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro contro l’ndrangheta e che ha portato all’arresto di 169 persone, eseguite nelle scorse ore dai carabinieri del Ros. La maxi indagine, denominata “Stige”, ha messo le mani sulla cosca Farao-Marincola, una delle più potenti della Calabria con ramificazioni anche nel Nord e Centro Italia e in Germania.

Ora l’imprenditore fermato e arrestato a Santa Maria degli Angeli, dovrà rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso perché – come si legge nell’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Catanzaro, “provvedeva ad avvicinare – su disposizione di Giuseppe Giglio – imprenditori e titolari di lavori privati e pubblici del territorio di Strongoli, al fine di formulare le richieste estortive con il compito di avvisare circa la presenza di forze dell’ordine nel paese”. Il Giuseppe Giglio in questione, è considerato il capo dell’omonima cosca di Strongoli che detiene il controllo del territorio e arrestato nel 2011.

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Secondo le indagini avrebbe preso parte alla cosca Giglio di Strongoli, articolazione del più ampio locale di ‘ndrangheta cirotano, egemone sul territorio di Strongoli e Strongoli Marina, dove gli affiliati, attraverso il “metodo mafioso”, avrebbero esteso il controllo anche economico dell’area territoriale, del Nord Italia e anche all’estero, attraverso la gestione di attività economiche, di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici.L’imprenditore – difeso dall’avvocato Vincenzo Bochicchio – sarà interrogato nelle prossime ore dal gip.

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