Padre di famiglia muore travolto da un albero, titolari della ditta assolti dall'accusa di omicidio colposo

La vittima quel tragico giorno aveva accompagnato il fratello - dipendente della ditta inquisita dalla procura - nel bosco, quando un albero lo travolse e lo uccise

Un terribile incidente, quello che il 12 gennaio del 2016, in un bosco a Castiglion della Valle in provincia di Perugia,  provocò la morte di un giovane uomo e padre di famiglia di origine macedone, colpito da un albero. Ma per la procura di Spoleto, che aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo con tanto di richiesta di rinvio a giudizio per i due titolari dell’azienda in cui lavorava il fratello della vittima, non si sarebbe trattato solo di una tragica sventura, quanto di una serie di imperizie e negligenze.

Questa mattina il gup Federica Fortunati del tribunale di Spoleto, al termine della camera di consiglio, ha però assolto dall’accusa di omicidio colposo i due imputati, difesi dagli avvocati Nicodemo Gentile e Alessia Modesti che hanno sempre sostenuto l’estraneità dei loro assistiti in merito alla morte dell’uomo.

Secondo il pubblico ministero che ha sostenuto l’Accusa, soltanto i lavoratori a cui erano state impartite istruzioni e uno specifico addestramento, avrebbero dovuto avere accesso alle zone esposte a rischio. Quel giorno  però la vittima era entrato insieme al fratello (già dipendente con rapporto di lavoro accessorio occasionale della ditta) nella zona boschiva. Nel mentre si procedeva con il taglio, un albero, cadendo, rimase appoggiato con la cima ad un altro quando improvvisamente si spezzò, andando a colpire l'uomo. Un colpo che non lasciò scampo alla vittima e che morì "per grave politrauma da schiacciamento a prevalenza toracica, determinato dalla caduta di un albero" così come attestato anche dall'esame autoptico.

L'accusa aveva sostenuto che i titolari non avrebbero eseguito la necessaria valutazione dei rischi aziendali, trattandosi di attività che comunque esponeva gli addetti e le altre persone presenti a rischi particolari. Tesi avversa a quella sostenuta dalla difesa dei due titolari dell'azienda finiti a processo e che oggi sono stati assolti perchè "il fatto non sussite". La famiglia della vittima, si era invece costituita parte civile con l'avvocato Roberto Quirini. 

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