Giovane ucciso di botte, la famiglia era seguita dagli assistenti sociali

Il sindaco di Piegaro Andrea Caporali ha confermato che la famiglia era "estremamente problematica" e che gli assistenti sociali dovevano decidere se togliere la vittima e il fratello al nucleo familiare

Il sindaco di Piegaro Andrea Caporali

La famiglia era seguita proprio in questi giorni dagli assistenti sociali del Comune. Ma nessuno poteva mai aspettarsi questa violenza improvvisa". E' sconvolto il sindaco di Piegaro Andrea Caporali che sta seguendo da vicino la terribile uccisione di un minorenne di 17 anni da parte del padre (non si è esclude dal Comune che si tratti non del padre biologico ma del compagno della madre della giovane vittima) dopo una lite culminata poi in una aggressione mortale ancora tutta da definire. I Carabinieri di Città della Pieve restano al momento in silenzio per conoscere le dinamiche e le ragioni alla base dell'assassinio. L'uomo comunque sarebbe stato fermato dai militari dell'Arma.

Era una famiglia problematica e quindi gli assistenti sociali stavano valutando in questi giorni se dare oppure o no in affido temporaneo i due minori presenti nell'abitazione": ha concluso il sindaco. Si parla di rapporti difficilissimi e infuocati soprattutto tra il 17enne e il "padre"; il primo spesso si sarebbe ribellato anche per difendere la madre e l'altro minore da situazioni limite.

La famiglia sarebbe stata, secondo i servizi sociali, anche in grave difficoltà economica dopo la perdita del lavoro da parte dell'uomo che da mesi era in cerca senza fortuna di un altro posto di lavoro. Non è chiara ancora la dinamica ed eventuali oggetti contundenti utilizzati nell'assassinio del giovane. La famiglia viveva in un appartamento al centro del paese. 

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