Addio grande Frankie Banana: ristoratore, musicista, super-tifoso del pugile Rosi

Personaggio bizzarro e di rara simpatia, gestì per quarant’anni il ristorante Vecchia Perusia di via Ulisse Rocchi dove, oltre ai clienti, si ritrovavano vecchi amici del mondo artistico e sportivo

Scompare Frankie Banana, all’anagrafe Edgardo Bucherini. Personaggio bizzarro e di rara simpatia, gestì per quarant’anni il ristorante Vecchia Perusia di via Ulisse Rocchi dove, oltre ai clienti, si ritrovavano vecchi amici del mondo artistico e sportivo. Già, lo sport! Lui stesso aveva calzato i guantoni con discreto successo, finendo al tappeto (e scrivendo la parola fine al suo percorso sportivo) col sardo Puddu che lo buttò giù al quarto round. Ma era rimasto legato a quell’ambiente, tanto da risultare uno dei tifosi accaniti del campione del mondo Gianfranco Rosi, assisiate d’origine, perugino d’adozione. Lo seguì in più occasioni in trasferte sportive all’estero.

Edgardo era stato anche musicista, suonando il basso con una band perugina, chiamata “I Califfi”. Si divertiva pure coi pennelli e con gli stucchi, realizzando opere materiche di sicuro interesse. All’indole artistica univa una sincera vocazione per la cucina. Attitudine che esercitò con discreto successo e tanta autoironia. L’amico Gianluca Papalini, che ben lo conobbe, nel darci la notizia ci racconta che Frankie avrebbe lavorato a Roma nel celebre locale “La parolaccia”, dove i clienti facevano la fila per essere trattati a pesci in faccia e presi a male parole.

Una volta, in via Ulisse Rocchi capitò anche Giulio Andreotti – ci dice Papalini – e Frankie (che era comunista) lo trattò da cane, ma lo fece divertire e mangiare bene. Alla Vecchia Perusia si mangiava alla perugina. Se eri simpatico a Frankie, mangiavi bene e spendevi poco, come accadde per i 40 anni di Teo Balzani, corniciaio cinefilo di via Baldeschi, che gli era amico. Ricordo una serata di canti, aneddoti, cazzeggio.

Dichiarava di essere comunista, Frankie, ma di quelli vecchio stampo. Non accettava le giravolte dei vari Bertinotti e Vendola, che pure furono tra i suoi clienti. Un “duro e puro”, senza cedimenti. Tempo fa, Frankie aveva chiuso l’attività, non potendo reggere l’urto di una crisi esiziale. Poco sotto chiuse anche la storica pizzeria del Baffo. Insomma, per la zona, una catastrofe.

Frankie si era ritirato a Ponte Felcino, alla periferia di Perugia. Si trovava bene, anche se non aveva più davanti agli occhi il bianco dei travertini dell’acropoli. E gli mancavano forse gli sfottò di Franco Biccini, il rilegatore di via Baldeschi. O le battute di Peppe Ciurnella, della ferramenta poco sotto. Per Perugia era un mito, fatto di schiettezza e di ironia. Le esequie domani, alle 15, nella chiesa parrocchiale di San Felicissimo, a Ponte Felcino.
 

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