Morì folgorato mentre lavorava al mangimificio, cinque persone davanti al giudice

Il giovane rumeno rimase vittima di una scarica da 20mila volt dopo un incidente con una gru mentre ripuliva un silos

Trenta anni sono pochi per morire. A causa di un incidente sul lavoro rimane tanta amarezza e il dolore dei familiari.

Aveva 31 anni l’operaio rumeno che morì folgorato mentre effettuava dei lavori di manutenzione in un mangimificio di Bastia Umbra. Una manovra errata con un mezzo meccanico, il contatto con una centralina elettrica e la scarica di 20mila volt che tolse la vita (dopo alcuni giorni di lotta al Santa Maria della Misericordia di Perugia).

Adesso quella morte è finita sulla scrivania del giudice per l’udienza preliminare, portando con sé cinque persone, responsabili della ditta esterna che faceva i lavori e dell’azienda locale e del manovratore delle gru che provocò l’incidente. L’accusa è omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza e prevenzione degli incidenti.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli, David Zaganelli, Andrea Conti e Chiara Pettirossi. I familiari del giovane si sono costituiti parte civile.

L’udienza è stata subito rinviata a causa di un difetto di notifica alle parti alla data del 30 ottobre 2019.

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