Perfettamente restaurato il monumentino di Monteluce... e si può finalmente leggere l'iscrizione latina

Il monumentino era così degradato che non se ne distingueva più il fregio del quadrante inferiore e anche la lettura dell’epigrafe risultava impossibile

Restaurato, grazie all’art bonus, il monumentino di Monteluce. Non “edicola”, termine che ricorda qualcosa di sacro. Bensì monumentum, ossia manufatto laico, eretto a perenne monito e ricordo per manifestare la riconoscenza della collettività verso un benefattore. E, adesso, all’originale benefattore se ne aggiungono altri due: i fratelli Alberto e Paola Stafficci i quali, col loro generoso contributo a totale copertura delle spese, lo hanno riportato a lettura e dignità.

La storia è questa. L’Inviato Cittadino ne segnala il degrado. L’avvocato Alberto Stafficci chiama per rendersi disponibile. Perugia Today rende pubblica tale disponibilità. Un funzionario del Comune legge il nostro giornale, prende cognizione e contatta Alberto Stafficci. Il quale conferma la disponibilità e sopporta la spesa di 6 mila euro condividendola con la sorella Paola. Qualche notizia sul monumentino. Questo piccolo monumento celebrativo fu eretto per festeggiare la strada Eugubina, realizzata nel 1824 dal cardinal legato Adriano Fieschi. In precedenza come si arrivava a Ponte Felcino? Per il discesone di Casaglia e poi costeggiando il Tevere: un giro lungo e snervante. Con l’Eugubina le cose migliorarono sensibilmente, risparmiandosi, soprattutto in salita, la “pettata” di Ponte Rio.

Il monumentino era così degradato che non se ne distingueva più il fregio del quadrante inferiore e anche la lettura dell’epigrafe risultava impossibile. Così la struttura è stata ripulita, risarcite le parti lapidee fessurate, ripassata la scritta. All’interno della struttura muraria in laterizi, con cornici in travertino e riquadri in pietra rosa, c’è una lunga iscrizione in lingua latina, ora tutta leggibile. 

C’è scritto: “HADRIANO DE FLISCO, MUNIFICENTISSIMO PERUSINAE PROVINCIAE PRINCIPIS N. LEGATO, QUI AD CIVIUM APRICATIONEM ET COMMODUM VIAM NOVAM, REIECTIS PARVIS AEDIFICIS RUDERIBUSQUE, PER QUAM ITER ET ACTUS DEBENTUR, AB UNO AD ALIA URBIS POMERIA, INCEPTAM AN. MDCCCXXIII AN. RS. MDCCCXXIV PERFECIT”

Che, italiano, significa: Ad Adriano Fieschi, munificentissimo Legato del nostro Sovrano per la Provincia Perugina, il quale, per la comodità e la possibilità di scaldarsi al sole dei cittadini, la via nuova attraverso la quale, abbattuti piccoli edifici e ruderi, il cammino ed il trasporto possono avvenire da un capo all'altro della città, cominciata l'anno 1823, portò a termine nell'anno della recuperata salvezza 1824". Naturalmente, mentre nella prima parte dell’iscrizione le singole parole sono separate da un puntino, i segni di interpunzione sono nostri, perché nelle epigrafi vengono ordinariamente omessi. Bel recupero, bel dono alla città.
 

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