Tifo violento: calci, sputi e insulti ai carabinieri, cinque tifosi sotto processo

Sono accusati di aver aggredito i militari chiamati ad impedire i tafferugli tra opposte tifoserie in una partita tra Pierantonio e Arezzo. Minacciato un maresciallo che riprendeva la scena

Partita di vertice e tifoserie calde, che ci scappasse la lite era assicurato. Tanto che era stato previsto un discreto spiegamento di forze dell’ordine.

La partita in questione era Pierantonio-Arezzo, giocata il primo settembre del 2012 e al termine della giornata risultavano denunciati cinque tifosi dell’Arezzo e sei carabinieri contusi. Nel collegio difensivo risultano gli avvocati Francesco Ciabattini, Raffaello Agea e Massimo Perari.

Secondo la relazione dei militari i cinque tifosi “al fine di forzare il cordone che i carabinieri avevano realizzato per impedire il contatto tra le due tifoserie e raggiungere così i sostenitori del Pierantonio” avrebbero sferrato “ripetutamente calci e pugni nei confronti” dei rappresentati delle forze dell’ordine provocando ferite giudicate guaribili da un minimo di 4 ad un massimo di dieci giorni.

Uno degli imputati avrebbe utilizzato “la cintura che si era sfilato dai pantaloni per colpire i militari”, un altro avrebbe aggredito i carabinieri con l’asta di una bandiera, mentre il terzo avrebbe insultato le forze dell’ordine e sputato contro i carabinieri.

Altri due tifosi, invece, avrebbero minacciato un militare “al fine di indurlo a desistere dal documentare con strumenti di videoripresa eventuali tafferugli tra tifoserie”. In particolare avrebbe rivolto al carabinieri munito di telecamera “le seguenti parole: … vieni qua con la telecamera che te la ficco nel c… t’ammazzo” oltre ad una sequela di insulti del tipo “testa di c…, bastardo”.

Tutti e cinque sono accusati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate.

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