Maxi truffa ambulanti, tutti dimessi dalle cariche gli indagati del consorzio Cosap 99

I cinque indagati, comparsi davanti al Gip D'Andria, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I difensori hanno avanzato la richiesta di scarcerazione

Sono cinque gli indagati, tutti facenti parte del direttivo del consorzio Cosap 99, finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, nell’ambito dell’operazione della Guardia di Finanza che ha portato a galla un giro di affari poco chiaro.

Ieri, davanti al gip D’Andria, è stata chiesta dagli avvocati difensori la revoca della misura cautelare nei confronti del presidente Cosap 99 Massimo Baccari (difeso da Fernando Mucci e Franco Bizzarri), del vice Mario Lillocci e del segretario Leonardo Rosignoli (difesi da Nicola Cittadini e Bizzarri), del cassiere Walter Agostinelli e di Lanfranco Proietti (difesi da Romagnoli).

Tutti gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Sono stati prodotti anche gli atti di dimissione dei cinque componenti del direttivo Cosap 99, oltre che documenti per chiarire alcuni aspetti della vicenda. Il Gip si è riservato la decisione sull’eventuale annullamento della misura cautelare.

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La vicenda prende il via dalle denunce di alcuni ambulanti che, secondo quanto riportato dalla Finanza, “lamentavano una gestione finanziaria poco trasparente del consorzio, costituito nel 1999 dagli operatori del settore per organizzare e gestire le mostre mercato che si tengono periodicamente nell’intera regione umbra” Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria, avrebbero intascato i soldi che gli ambulanti pagavano per la partecipazione alle fiere, appropriandosi di cospicui compensi “in nero”. 

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