Si cambia modo di insegnare matematica nelle scuole, parte il progetto MiMa

Una delle materie più difficile da insegnare ma adesso qualcosa sta per cambiare. Seminari mirati per gli insegnati che cercheranno di rendere meno ostica questa materia agli alunni che non riescono proprio a capirla

Approda nelle scuole umbre Mathematics in the Making (MiMa), il progetto finanziato dal Programma di Apprendimento Permanente dell'Unione europea - Comenius multilaterale, guidato dall’Università di Perugia: un’ampia serie di laboratori operativi destinati agli insegnanti della scuola primaria, si terranno infatti dal 6 al 27 novembre presso il Dipartimento di  Matematica e Informatica dell’Ateneo di Perugia. Il progetto nasce nel 2013 per iniziativa della professoressa Emanuela Ughi, responsabile scientifica di MiMa e docente di Didattica della matematica, con l’obiettivo di elaborare e divulgare un approccio alternativo alla didattica della matematica, anche grazie ad un inedito utilizzo di materiali e “oggetti” concreti.

A quasi un anno dal lancio – avvenuto nel dicembre 2013 e dopo un'intensa fase di preparazione insieme ai partner internazionali, il progetto MiMa ora si apre ad una fase operativa sul territorio, per aiutare gli studenti delle scuole primarie a sviluppare un reale interesse per la matematica, grazie ad un articolato percorso di seminari formativi e laboratori operativi che nei prossimi mesi si terranno a Perugia e in tutta la regione Umbria, sotto la supervisione della professoressa Ughi.

I seminari formativi, rivolti agli insegnanti di matematica della scuola primaria (con classi di studenti tra gli 8 e i 10 anni), nascono dalla consapevolezza che la scienza matematica si può insegnare in maniera non convenzionale, con metodologie all’avanguardia, che diano la possibilità di entrare in confidenza con una serie di indicazioni metodologiche trasversali, basate sull’uso di strumenti tecnologici e non, ma principalmente finalizzate alla costruzione di significati matematici. In pratica saranno presentate attività, teoriche e pratiche, che offrono una visione “inusuale” sulla matematica, esplorata tramite costruzioni, giochi, puzzle, disegni, che porteranno a realizzare alcune mostre di matematica. I progetti messi in mostra saranno la parte centrale dell'attività di formazione degli insegnanti con il supporto di strumenti e di esempi.

La seconda fase prevede che siano gli stessi insegnanti che, con le loro classi, potranno sperimentare alcune proposte presentate, studiandone le proprietà matematiche. Gli insegnanti che aderiranno saranno invitati a organizzare, in primavera, una mostra di progetti aperta al pubblico, in cui i bambini saranno chiamati ad illustrare gli oggetti realizzati, gli aspetti matematici utilizzati e la matematica in essi nascosta. 

Si tratta di una metodologia didattica incentrata sulla partecipazione attiva degli alunni come modo per imparare meglio e sviluppare a fondo le competenze migliori. Infatti, la fiducia nelle loro potenzialità contribuisce a rafforzare il loro spirito di collaborazione e cooperazione. Sono numerosi (più di ottanta) gli insegnanti qualificati che si sono iscritti ai laboratori, a dimostrazione che il progetto incontra un interesse diffuso e una profonda sensibilità.

Il progetto MiMa, oltre al Dipartimento di Matematica e Informatica di Perugia,  vede la partecipazione di altre Università europee: Eotvos Lorand University (Ungheria), Sheffield Hallam University (Inghilterra), Universidade Nova de Lisboa (Portogallo) oltre al Mathematikum tedesco, che è il primo Science Center al mondo dedicato alla matematica.

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Commenti (5)

  • Avatar anonimo di partigiano
    partigiano

    Le università hanno il merito del successo economico italiano. La Ughi invece di pensare a cose poco importanti dovrebbe calcolare di quanti miliardi l'italia è fallita, (unità di misura gli euro). Il conto si fa con addizioni e sottrazioni, non serve una laurea.

    • Avatar anonimo di francesco
      francesco

      L'insegnamento della matematica poco importante?

      • Avatar anonimo di partigiano
        partigiano

        Nelle Università italiane non insegnano la vera matematica, solo deliri astratti inutilizzabili nella realtà. Altrimenti l'italia avrebbe un economia vincente. Non ti sembra ci sia un legame tra dirigenti ignoranti e crisi economica? La Ughi e gli altri docenti non stanno li dentro per merito, ma per aver pagato la mazzetta o per parentela. I concorsi pubblici sono tutti truccati. Oggi come oggi la laurea non vale piu niente, i laureati non sanno lavorare e le imprese devono farli studiare per 3-4 anni prima di poterli usare. All'estero le lauree italiane non sono riconosciute.

        • Avatar anonimo di francesco
          francesco

          Non hai molto chiaro cosa e quanto si studi a matematica. Non conosci la evudentemente professoressa ughi perché per parlarne così male non sai che persona sia. Ergo stai facendo un polemica sul sentito dire.

    • Appoggio e sottoscrivo.

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