Vita da cani, la Forestale salva 14 pointer: ridotti alla fame, senza acqua e schiavi

Un storia a lieto fine quella di 14 cani Poniter liberati dalla forestale di Marsciano ad Olmeto. Denunciato un sessantenne della provincia di Perugia. Il lager in un vecchio edificio

L'indagine andava avanti da maggio e solo in questi giorni si è conclusa con un ottimo lieto fine, infatti il Comando stazione del Corpo forestale dello Stato di Marsciano, unitamente a personale veterinario della ASL. 1 di Perugia - Distretto Todi-Marsciano, hanno liberato ben 14 cani pontier detenuti abusivamente in fabbricato occupato da un 66enne perugino.

L'indagine ha permesso di riscontrare da parte della forestale numerose violazioni di carattere penale ed amministrativo in riferimento alla detenzione di animali da affezione. Gli accertamenti sono stati avviati alla fine di maggio, quando nel corso di un controllo del territorio effettuato nella frazione di Olmeto del Comune di Marsciano, la pattuglia del Corpo forestale aveva accertato la presenza di numerosi cani detenuti all’interno di un fabbricato disabitato.

Dopo essere risaliti al proprietario degli animali ed averlo convocato sul posto, e dopo un'accurata ispezione dei luoghi ed alla verifica dello stato di salute dei cani con l’ausilio dei veterinari della ASL 1 di Perugia, gli uomini della forestale hanno trovato ben quattordici cani, tutti di razza pointer, tutti erano relegati all’interno di locali fatiscenti ed in pessime condizioni igieniche; senza cibo e ciotole preposte a somministrarlo, otre alla presenza di acqua scarsa e sporca. La forestale riferisce inoltre che alcuni degli animali versavano in evidente stato di denutrizione da ricondursi evidentemente alla carenza di cibo associata a fenomeni di 'dominanza'.

Dopo il primo controllo di maggio che aveva portato ad una serie di prescrizioni per ripristinare condizioni accettabili di detenzione, le indagini sono andate avanti fino a scoprire che il fabbricato in cui venivano allocati i cani era stato occupato senza il consenso del proprietario dello stabile che ha poi sporto querela per invasione abusiva di edifici.

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Le indagini condotte hanno permesso di riscontrare anche numerose infrazioni alla normativa regionale per la lotta al randagismo pertanto si è provveduto ad elevare sanzioni amministrative per circa tremila euro e al sequestro amministrativo di cinque dei quattordici cani, in quanto il proprietario non aveva provveduto all’iscrizione degli animali all’anagrafe canina e non li aveva dotati di microchip nei termini prescritti dalla legge. Il proprietario degli animali, un sessantenne della provincia di Perugia, è stato inoltre deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati di invasione abusiva di terreni ed edifici e per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

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