Ludopatia, un dramma di troppe famiglie umbre: più di 500 milioni di euro in fumo ogni anno

Un dramma che si legge ludopatia e si traduce con febbre da gioco. I dati presentati oggi in commissione d'inchiesta su criminalità organizzata e tossicodipendenze del consiglio regionale sono a dir poco drammatici e preoccupanti. Ogni anno in fumo 500 milioni di euro

Che l’Umbra fosse la patria dei giocatori d’azzardo se ne aveva la percezione, leggendo i dati, ma che il giro d'affari complessivo del settore superasse i 500 milioni di euro nessuno lo avrebbe mai detto. Sono in tutto 5.500 le apparecchiature elettroniche da gioco istallate nei locali pubblici. Un quadro drammatico che si concretizza con  un incremento notevole dei giocatori compulsivi che si sono rivolti alle strutture specializzate in ludopatia.

Il quadro completo della situazione è stato fatto in commissione d'inchiesta su criminalità organizzata e tossicodipendenze del consiglio regionale, presieduta da Paolo Brutti che ha aperto i lavori dichiarando: "Questa nuova dipendenza risulta alla base di comportamenti compulsivi e problematici a livello sociale ed economico”.

Ad allarmare maggiormente gli interventi degli esperti, come quello di Antonella Lucantoni (Asl 1): “Nel 2012 e 2013  i  numeri sono triplicati, con tantissime situazioni di difficoltà che riguardano sia disoccupati che sperano nella vincita, sia professionisti che hanno un buon reddito. Sono molto aumentate le donne che fanno richiesta di aiuto e che ora si espongono chiedendo interventi. Quando è l'uomo a giocare la famiglia si divide, perché le mogli tentano di salvare i figli prima che crolli tutto”.

Per Mara Giglioni (Usl Umbria 2 - Terni), invece, "il ricorso ai servizi sociali è aumentato anche in relazione all'affissione obbligatoria dei cartelli che li segnalano nei luoghi di gioco. Sarebbe un efficiente dissuasore indicare le reali probabilità di vincita dei vari giochi, che renderebbe i clienti più consapevoli delle possibilità di vincere. L'età media è tra i 46 e i 49 anni. Si tratta soprattutto di occupati e pensionati. In genere la dipendenza è da slot machine e in parte da 'gratta e vinci'. La facilità di ottenere prestiti e l'uso della carta di credito aiutano ad entrare nel gioco compulsivo. Sono nate società che rilevano i debiti e fanno intermediazione finanziaria con tassi di interesse molto alti".

Infine secondo Luciano Bondi (Asl 1): "L'aumento esponenziale di richieste di intervento è legato al decreto Balduzzi, che ha inserito questa dipendenza tra quelle di cui ufficialmente noi dobbiamo occuparci. Da parte degli esercizi in cui c'è attività di gioco si sta registrando una grande richiesta di materiale informativo sui rischi del gioco compulsivo. Solo a Perugia sono arrivate quasi 250 richieste in questo senso".

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