Comune, Petizione popolare per istituire locali per consumare droga senza rischi

Non chiamatele stanze del buco perchè i radicali di Perugia non gradirebbero. La petizione popolare sottoscritta da 250 perugini e nelle mani del sindaco. Si chiede anche di ritirare l'ordinanza che punisce i clienti delle prostitute

 

Rischiano di essere impopolari, ma essendo radicali (perugini) non rinunciano alla loro battaglia sull'anti-proibizionismo, in chiave sicurezza della città,  ariguardo di assunzione droghe. Dopo settimane di raccolte firme, ora il gruppo perugino, insieme a Lettere Riformisti e al partito cielo e terra, hanno presentato nelle mani del sindaco una petizione dal triplice obiettivo sottoscritto da 250 firme: più fondi e uomini per le Unità di Strade che si occupano di tossicodipendenti e prostituzione, spazi pubblici sicuri ed igienici per permettere in tutta la sicurezza l'assunzione di stupefacenti e l'applicazione del garante dei detenuti nelle carceri di Capanne e di tutta l'Umbria.

Proposte forti che hanno già sollevato polemiche tra radicali e il Pdl; con quest'ultimi che accusano i primi di essere portatori di morte perché vorrebbero più fondi anche per la somministrazione di siringhe sterili. "Perugia ha il record di overdose - ha spiegato Maori dei Radicali - e questo sta a dimostrare che oltre ad una prevenzione delle forze dell'ordine, servono anche delle politiche di riduzione del danno per evitare che altri consumatori muoiano o si ammalino. Questo è il nostro obiettivo. La Pdl sparla quando parla di 80mila euro spesi dal Comune per la somministrazione di siringhe: quel fondo serve per pagare stipendi, benzina, materiale sanitario e alimentare a disposizione delle uniche due unità di strada. Fondi che chiediamo di aumentare per tenere sotto controllo chi ha bisogno".

Anche sul fronte della prostituzione i Radicali Italiani hanno raccolto firme per l'abolizione dell'ordinanza che blinda la prostituzione alcune zone della città e che colpisce in particolare i clienti che si fermano lungo le strade del sesso (500 euro a verbale). "E' un'ordinanza che non ha risolto il problema ed è vessatoria nei confronti dei cittadini" ha continuato Maori "Molto meglio invece investire in borse di lavoro e le case di accoglienza per le ragazze sottratte alla tratta delle schiave. I denari delle multe fino a qui raccolti con l'ordinanza potrebbero da settembre essere spesi per questi scopi". Tecnicamente la petizione popolare sarà valutata dalla Giunta entro 90 giorni; un lasso di tempo sufficiente per decidere se approvare e rigettare la petizione.

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