Trasimeno assediato dai bracconieri: altre reti clandestine per "rubare" e rivendere il pesce

Continua la piaga del bracconaggio ittico che svuota i laghi umbri e i principali fiumi di casa nostra. Dopo le reti a Corbara e quelle al Trasimeno, ora arrivano trappole mortali anche negli affluenti del bacino lacustre

Continua la piaga del bracconaggio ittico che svuota i laghi umbri e i principali fiumi di casa nostra. Dopo le reti a Corbara e quelle al Trasimeno, ora arrivano trappole mortali anche negli affluenti del bacino lacustre nei pressi di Passignano sul Trasimeno. I Carabinieri Forestali insieme alle guardie giurate volontarie della F.I.P.S.A.S. hanno ritrovato sette tofi (complesse reti a campana contenenti più inganni) e 2 guide (reti per indirizzare i pesci all’interno del tofo),  posizionate in località Ponte della Torre, nelle acque del Canale dell’Anguillara affluente del Trasimeno, contenenti 350 chili di pesce vivo e una 50antina di chlili invece in avanzato di putrefazione.

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Tutti gli esemplari ancora vivi di cavedani, tinche e carassi sono stati immediatamente liberati in acqua. Sono in corso le indagini per risalire ai responsabili degli episodi di bracconaggio ittico, che penalizzano gravemente l’ecosistema del Lago e l’economia locale.Il bracconaggio è in mano a bande di romeni, spesso con complici italiani, che rivende tutto il pescato sul mercato nero italiano ed estero del pesce di acqua dolce. 

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