INTERVISTA Alcol e gravidanza, Matteucci: "Ecco tutti i rischi per le mamme"

Il 9 Settembre si celebra la Giornata mondiale di Sensibilizzazione sulla Sindrome Feto alcolica e le devastanti conseguenze dell'assunzione di alcol in gravidanza. Perugiatoday ha intervistato la dottoressa Valeria Matteucci

Donne e alcol, un binomio dalle conseguenze spesso tragiche soprattutto se il comportamento a rischio, viene procrastinato durante la delicata fase di gestazione. Stili di vita ormai indotti da un consumo di bevande alcoliche senza necessariamente assumere le dimensioni di una dipendenza, generano, durante la gravidanza, conseguenze fatali sulla vita del futuro nascituro, anche se l’assunzione si limita alla dose considerata “accettabile”.

Per sensibilizzare le future madri e le famiglie dinanzi ad un problema che sta assumendo una portata notevole, il 9 settembre si celebra in tutto il mondo la Giornata di Sensibilizzazione sulla Sindrome Feto Alcolica, la grave disabilità permanente che si manifesta nel feto, durante la vita intrauterina, a causa dell'esposizione all'alcool (anche minima) della madre. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, si stimano nel mondo circa 70 milioni di persone  affette da disturbi che rientrano nello spettro dei Disordini feto-alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorders, Fasd); da problemi del comportamento, a deficit fisici, maggiore è l’assunzione di sostanze alcoliche, maggiori saranno  le conseguenze, anche irreversibili, sulla salute del bambino.

Perugia Today ne ha parlato con la Dott.sa Valeria Matteucci, ex Direttore del Distretto sanitario Lago Trasimeno dell'Asl 2 e Presidente Regionale dell’A.R.C.A.T. (Associazione regionale Club degli alcolisti in trattamento).

Quali sono i rischi maggiori legati all’assunzione dell’alcool in gravidanza?

Sono vari e legati alla quantità di assunzione di alcool; maggiore sarà la dose, maggiore saranno i rischi ma, anche in quantità minime di sostanze alcoliche, i danni al feto non vengono risparmiati. Nascita prematura, deficit cognitivi, problemi di attenzione e iperattività, fino ad arrivare a danni irreversibili. Il messaggio da far passare a tutte le madri è quello di non pensare che una dose minima non possa creare problemi al proprio figlio, tutt’altro; il feto non è in grado di metabolizzare l’alcol che è una sostanza tossica”.

Quindi molte donne che assumono alcol in gravidanza non sono consapevoli degli effettivi rischi che corrono…

“No, serve maggiore informazione. Inoltre per le donne l’alcol risulta avere effetti nocivi superiori all’uomo in quanto non è presente, nell’organismo femminile, un enzima in grado di smaltire in maniera rapida la tossicità dell’alcool ed il suo consumo, può portare anche a conseguenze gravissime, come la sterilità ed altri problemi di salute. Questo vale anche per gli uomini, ovviamente”.

Per sensibilizzare al problema, è stata istituita, da sedici anni, la Giornata Mondiale sulla Sindrome Feto alcolica. Che tipo di campagna di prevenzione è stata fatta in Umbria?

“Quest’anno, con l’Associazione AICAT, siamo parte dell’ European Fasd Alliance (Eufasd), la rete a livello europeo che, grazie alla campagna “Too Young To Drink” a cui partecipano oltre 20 Paesi,  ha lo scopo di sensibilizzare sui rischi legati all’assunzione di alcol in gravidanza, mentre con il servizio di alcologia dell’Umbria è stato fatto un lavoro in sinergia con consultori e ginecologici. In particolare, grazie al coinvolgimento della responsabile dei consultori di Perugia (Dott.ssa Mincilucci),  si è pensato di fare una vera e propria formazione al personale sanitario per fronteggiare al meglio questo tipo di situazioni”.

Quindi esiste, ad oggi, un concreto intervento di prevenzione di gravidanze esposte all’alcol?

“Si, ad esempio qualche anno fa, non veniva chiesto alle gestanti neanche le loro abitudini alcoliche durante le visite. Grazie al partenariato con la rete, la nostra associazione di volontariato (A.R.C.A.T) potrà stimolare e aiutare i cittadini ad essere consapevoli di alcuni rischi, affiancando i servizi pubblici per promuovere tutto ciò che possa servire per accrescere la consapevolezza degli individui. Stiamo facendo  informazione anche  tramite opuscoli informativi che verranno lasciati nelle sale d’attesa dei Consultori. L’informazione è necessaria”.

Farete informazione anche nelle scuole, visto l’abbassamento d’età nel consumo di alcol fra giovanissimi?

“Come Associazione che si occupa di alcolisti in trattamento, facciamo parte di una rete di prevenzione che si è costituita nel territorio di Castel del Piano e di Mugnano, e stiamo organizzando delle giornate dedicate al ‘benessere’. La prima sarà il 3 ottobre a Castel del Piano in occasione delle attività sportive e faremo qualche domanda/chiacchierata con i ragazzi relativa allo stile di vita legato alle sostanze alcoliche. Insieme a giovani e genitori si parlerà di salute e di rischi con programma di supporto alle famiglie”.

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