Insulti e minacce all'ex presidente del Grifo dal pc di mamma, nei guai tifoso del Perugia

Sotto processo per un messaggio offensivo all'ex patron Covarelli, ma si difende: "Individuato un Ip generico nel condominio, non era il mio"

Allo scoppio dell’inchiesta per riciclaggio sull’ex presidente del Perugia Leonardo Covarelli e Dino De Megni (finita con l’archiviazione per entrambi), i tifosi del Perugia calcio avevano vissuto timori e paure che si ripetesse quanto già vissuto: il fallimento.

E l’allora presidente del Grifo era stato bersagliato da messaggi con offese, ingiurie e minacce. In alcuni casi anche da un computer dell’Azienda ospedaliera di Perugia. Tantissimi altri commenti minacciosi e diffamatori erano partiti da internet caffè o internet point, con Ip mascherati. E per tante denunce fatte, nessuno era stato individuato.

Tranne un perugino, difeso dall’avvocato Alessia Modesti, che avrebbe insultato l’ex presidente utilizzando il computer di casa e il contratto internet sottoscritto a nome della madre.

Un’accusa, però, tutta da dimostrare, in quanto dagli accertamenti della Polposta sarebbe stato individuato un Ip generico, riferibile alla posizione del condominio dove risiede l’imputato e non l’esatta postazione utilizzata.

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Su questo dovrà decidere il giudice. In ogni caso delle migliaia di commenti offensivi, questo è l’unico finito in tribunale.

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