Inquinamento della Valnestore, la Procura chiede l'archiviazione. I comitati: troppi elementi non presi in considerazione

I legali dei cittadini: ci sono 236 persone offese che chiedono giustizia. Ipotesi class action

Trecentomila tonnellate di cenere, frutto delle lavorazioni della centrale di Pietrafitta, interrati nel corso di decenni non hanno prodotto fenomeni di inquinamento, tanto meno malattie nelle persone che vivono in quel tratto della Valnestore.

A questo giunge la procura perugina chiedendo l’archiviazione per l’indagine sul presunto inquinamento nella Valnestore e le accuse di omicidio colposo e lesioni gravissime: “Non può dirsi sussistente il nesso causale tra le condotte contestate agli indagati e gli eventi di morte e lesioni personali per malattie tumorali”. Suscitando l’ira dei comitati di cittadini che si battono per avere chiarezza e giustizia: 236 persone che compaiono nei documenti dell’inchiesta come persone offese, malati e parenti di persone morte per patologie tumorali tra il 1992 e il 2017. Rimane aperto, invece, il fascicolo relativo al mancato smaltimento degli olii esausti dei macchinari di miniera e per l’omessa bonifica. Ipotesi di reato per la quale, sembrerebbe, che l’Enel abbia chiesto la messa alla prova, con conseguente intervento di bonifica dell’area.

Gli avvocati Valter Biscotti, Marcello Volpi e Valeria Passeri hanno annunciato l’opposizione alla richiesta di archiviazione e l’intenzione di chiedere un supplemento di indagini, contestando le relazioni di Usl e Arpa che negano la relazione tra inquinamento e insorgenza delle malattie. Secondo i legali è necessario che perizie e analisi vengano svolte da un ente terzo e che le malattie verificate non siano riconducibili, esclusivamente, alla dieta scorretta delle persone e dal fatto che buona parte fossero fumatori.

Un elemento, in particolare, non torna nella ricostruzione della procura perugina: se non si tratta di inquinamento, ma al massimo di discarica abusiva, quindi di un reato con effetti permanenti, come si può parlare di prescrizione?

L’interramento delle ceneri è provato, secondo i legali dei comitati, così come i sequestri e le analisi dei pozzi con l’acqua che presentava particelle di arsenico. Non si hanno notizie delle relazioni delle due commissioni di inchiesta regionale e nazionale. Così come risulta strano che il sito della Valnestore non sia qualificato come sito da bonificare, al pari dell’area industriale ternana.

C’è anche un consulenza fatta svolgere dalla procura perugina che giunge a risultati completamente opposti a quelli presenti nella richiesta di archiviazione, ma che stranamente non è stata presa in considerazione.

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La partita, a questo punto, si giocherà in aula davanti al giudice per le indagini preliminari, con la richiesta di ulteriori indagini oppure con l’apertura di una class action per i danni alla salute dei cittadini.

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