Parco dei Sibillini, scoperto il cimitero dei lupi: fermato il bracconiere seriale

Le carcasse erano state interrate. Mentre era stata predisposta un'esca per attirare i carnivori. Il bracconiere aveva 40 fucili, molti dei quali non dichiarati

Un cimitero degli animali selvatici con molte carcasse interrate, altre lasciate in bella esposizione come esche per poter attirare i carnivori e poterli così meglio uccidere comodamente seduti in un capanno improvvisato. E' questa la terribile scoperta fatta dal Corpo Forestale all'interno del Parco dei Sibillini che si estende tra Umbria e Marche. Probabilmente si tratta di un vero e proprio mattatoio dei lupi appenninici e di altre specie. Molte carcasse sarebbero attribuibili a canidi.  Ma ci sono anche volpi, cinghiali ed altri ungulati.

La scoperta è stata possibile grazie al radio-collare che gli uomini del parco avevano messo intorno al collo della lupa "Selana" per monitorare i suoi spostamenti con il branco. Ad un certo punto si sono interrotte le comunicazioni (il 19 gennaio) e così si è risaliti all'ultima zona frequentata dalla lupa. "In caso di morte il collare emette un messaggio speciale ma in questo caso è come se fosse l'animale rimasto immobile, fermo in un punto sconosciuto" hanno spiegato a Perugiatoday.it dal parco "Possiamo scongiurare l'ipotesi del guasto. Purtroppo la lupa è stata uccisa e il radiocollare tolto e distrutto. Impossibile pensare che qualcuno abbia catturato l'animale, poi sedato per togliere il radiocollare e infine rilasciato libero. Per noi del parco la lupa è stata uccisa".

Ma il sacrificio della lupa umbra-marchigiana ha consentito di scoprire il cimitero degli animali nel parco dei Sibillini e di rintracciare il bracconiere: si tratta di un uomo di Pieve Torina (vicino Visso) che ora è ai domiciliari. Nei confronti dell'indagato sono stati rinvenuti nei pressi dell’appostamento di caccia bossoli di cartucce, reti per uccellagione e lacci in corda di acciaio per la cattura di cinghiali, come pure una carcassa di ovino utilizzata probabilmente come esca per gli animali carnivori. Con la collaborazione dei Vigili del Fuoco di Macerata sono stati anche effettuati sondaggi sul terreno dissotterrando carcasse di volpi, ovini e cani, che sono state avviate all'Istituto Zooprofilattico per le Marche e l’Umbria per gli opportuni accertamenti sanitari.

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Dalla perquisizione dell'abitazione, oltre al rinvenimento di mezzi non consentiti per la caccia, sono emerse alcune irregolarità nella detenzione delle armi e del munizionamento che hanno comportato l'arresto in flagranza dell'indagato, poi ristretto ai domiciliari. L'uomo deteneva circa 40 fucili, di cui alcuni non denunciati ed altri senza matricola.

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