Borgogiglione, meccanico muore cadendo da un bulldozer: in quattro sotto processo

Si tratta dei legali rappresentanti di due società e di due dipendenti. Il tragico incidente sul lavoro è avvenuto nell’agosto del 2014

Per Bruno Betti, meccanico e padre di due figli, era un giorno qualsiasi di lavoro. Doveva effettuare delle riparazioni su un bulldozer all’interno della discarica di Magione, ma qualcosa, drammaticamente, andò storto.

L’uomo urtò violentemente la testa cadendo dal cingolo del mezzo che si era messo improvvisamente in movimento e sopra il quale era salito. Una tragedia che spezzò la vita di questo giovane uomo e padre e che portò la procura a iscrivere nel registro degli indagati i legali rappresentanti di una società di rifiuti, un’altra ditta a cui era stato appaltato il servizio per la movimentazione dei rifiuti, e due dipendenti delle rispettive aziende. L'accusa è omicidio colposo.

Un’ indagine approdata in seguito davanti al giudice per l’udienza preliminare che ne ha stabilito il vaglio dibattimentale per approfondire le posizioni degli imputati. E proprio questa mattina si è aperta la prima udienza; secondo la richiesta con cui la procura sollecitava il processo a carico dei quattro imputati, ci sarebbero stati violazioni della tutela delle condizioni di lavoro così come regolamentate dall’articolo 2087 del codice civile.

Una serie di comportamenti che, secondo il magistrato inquirente, avrebbero determinato la morte del giovane meccanico. La procura contesta vari punti: allertato il meccanico per far riparare il guasto del cingolato, quest’ultimo sarebbe stato affidato ad una persona “non abilitata” alla guida del mezzo e non “addestrata”.

Scrive la procura, in uno dei vari passaggi: “(…) per effetto di tale mancanza di addestramento, dopo l’arresto del bulldozer, a metà della rampa non inseriva il freno meccanico di stazionamento, dispositivo che avrebbe impedito al mezzo di muoversi dopo l’accensione e pur trovandosi in discesa.

La famiglia della vittima si è costituta parte civile con l’avvocato Saschia Soli, il padre, la madre e il fratello sono invece rappresentati dall’avvocato Ermes Farinazzo mentre gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati: Francesco Falcinelli, Alessandro Ciglioni, Luciano Ghirga, Giuliano Bellucci e  Valeriano Tascini.  Si torna il aula il prossimo 25 settembre per l'ascolto dei testi del pm. 

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