"Aiutatemi a individuare il mio investitore": parla l’uomo travolto sulle strisce abbandonato in mezzo alla strada

L'investito racconta il suo dramma dopo l'incidente a San Marco e le ferite riportate. L'appello a meccanici e carrozzieri: "E' tornato indietro non per soccorrermi, ma solo per raccogliere lo specchietto"

“Aiutatemi a individuare il mio investitore”, parla l’uomo travolto sulle strisce, ridotto a mal partito (con fratture e lesioni) e abbandonato in mezzo alla strada. Come un cane? Peggio. Senza un filo di pietà, senza umanità. Si tratta di un noto commerciante perugino, impegnato da decenni nel settore del materiale scolastico e librario. “È stata – dice – un’esperienza allucinante”. È stato lui a cercarci perché le modalità con le quali è stato raccontato l’evento gli sembravano edulcorate e troppo tenere nei confronti di un pirata che non merita rispetto, ma disprezzo.

“Sono stato travolto mentre attraversavo sulle strisce pedonali. Avevo già superato metà della strada e quella macchina mi ha colpito sulla carreggiata opposta a quella sulle quale avrebbe dovuto essere” (insomma, marciava contromano, ndr). “Quell’individuo è tornato indietro non per soccorrermi, ma per raccogliere lo specchietto (una prova della sua colpevolezza?) con cui mi aveva urtato. Non mi ha nemmeno chiesto come stavo. Anzi: non mi ha degnato di uno sguardo ed è scappato, preoccupandosi solo di non essere
individuato”. “Non ho potuto riconoscerlo né identificare il tipo di vettura: ero in stato di choc, col naso rotto, una costola fratturata, la metà del corpo dolorante”.

“Per fortuna – aggiunge – sono sopravvenuti due giovani, un ragazzo e una ragazza, pronti a fermare le auto che procedevano spedite e avrebbero potuto ammazzarmi. Ma i ragazzi, prudentemente, non mi hanno toccato, per evitare di farmi del male. Hanno atteso con me, dolorante e sanguinante a terra, l’arrivo dell’ambulanza”. “In ospedale sono stati gentili ed efficienti: mi hanno sistemato il naso e fatto una total body per verificare altre fratture o lesioni interne”.

“Ho rifiutato il ricovero perché ho mia madre anziana e malridotta che non potevo lasciare. Ma porto i postumi delle fratture e i dolori conseguenti su tutto il lato destro del corpo. Quanto all’incidente, non ho saputo più niente, nessuno mi ha ancora cercato. Adesso mi sto recando a presentare denuncia, perché fino ad ora stavo così male che non ho potuto farlo”.

“Credo – conclude – che il pirata avesse qualcosa, o parecchio, da nascondere. Probabilmente non era in condizioni di totale padronanza, o forse l’auto non era in regola con gli obblighi di legge. Comunque sia, la sua prima e unica preoccupazione è stata quella di darsela a gambe”. Conclusione: “Rivolgo un accorato appello a quanti possano aver visto, o a carrozzieri e autoriparatori, perché segnalino alle forze di polizia quanto, a loro giudizio, possa costituire prova utile all’individuazione del pirata della strada”.

“Voglio infine rivolgere un ringraziamento di vero cuore ai due giovani e alla famiglia che risiede davanti al luogo dell’incidente: mi hanno portato delle coperte, rinfrancato, dato qualcosa da bere, atteso con me i soccorsi e l’arrivo di mia moglie”. Commento, con una nota di ottimismo: a fronte di individui dal comportamento riprovevole, ci sono persone di buon cuore che non rinunciano ad essere uomini.

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