Inchiesta sanità, sistema "vorticoso" di soffiate e rivelazioni: "Le cimici le hanno messe quando sono venuti i vigili del fuoco"

Le cimici degli inquirenti bonificate con la "scusa" di un'azione di spionaggio: per l'accusa fu peculato

C'era chi sapeva e ha avvertito, chi ha consigliato come evitare di essere intercettati. Chi avrebbe informato il presunto sodalizio sulle attività investigative. Secondo la ricostruzione dell'accusa, l'informazione che negli uffici del direttore generale Emilio Duca e del direttore amministrativo Maurizio Valorosi, sarebbe arrivata direttamente da Giampiero Bocci, segretario regionale del Pd, che avrebbe riferito agli interessati della presenza di cimici, collocate nel corso di un intervento da parte dei vigili del fuoco per una bonifica per sospetta presenza di antrace. 

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A informare gli interessati sull'andamento dell'attività investigativa, secondo l'accusa, sarebbe stato Potito D'Errico, ex primario di ortopedia in pensione, attraverso i contatti con un finanziere in congedo, Oreste Riocci, Un triangolo di contatti "vorticoso" secondo gli inquirenti, che facevamo emergere come tutto "andasse bene" "per ora". DIversi, emerge ancora, i tentativi di stabilire contatti con finanzieri in servizio e ricevere informazioni da altri investigatori. Da un generale dei carabinieri in pensione, Pasquale Coreno, oltre la conferma delle indagini e dell'attività di intercettazione, arriva il consiglio di cambiare al più presto i cellulari. 

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Le microspie posizionate dagli investigatori, rilevano ancora gli inquirenti, vennero poi rimosse con l'intervento di una ditta specializzata che effettuò un intervento di bonifica per oltre 1300 euro (pagamento contestato a Duca come ipotesi di peculato) con fattura fatta intestare all'Azienda ospedaliera, come concordato telefonicamente - tutto intercettato - da Duca e Valorosi. Completata la bonifica Duca, Valorosi e Pacchiarini vanno dai carabinieri per denunciare un tentativo di intercettazione in concomitanza con la pubblicazione di notizie riservata sull'Azienda ospedaliera. Insomma, i vertici presentano una denuncia per sostenere il timore di essere spiati da privati, ma, secondo l'accusa, la bonifica era stata comandata con il chiaro intento di tutelare interessi personali e per il sospetto di essere oggetto di attenzione da parte dell'autorità giudiziaria.

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