Inchiesta Sanità, i giudici del Riesame: "Faleburle non ha tentato di corrompere Duca". Annullata l'interdittiva

I giudici del Riesame hanno annullato l'ordinanza emessa dal Gip a carico del medico cardiologo Mauro Faleburle. per i giudici non voleva corrompere l'ex dg Emilio Duca

Mauro Faleburle non ha tentato di corrompere l'ex dg dell'azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca, per "raccomandare" il genero. O meglio, nel provvedimento con cui i giudici del Riesame hanno, seppur parzialmente, accolto il ricorso presentato della difesa (avvocati Franco Libori e Ilario Taddei) il medico cardiologo finito sotto la lente d'ingrandimento della procura sulla maxi inchiesta Sanità, non avrebbe avuto "necessità" di corrompere il pubblico ufficiale Duca per assicurarsene i favori. Sostengono i giudici: "Duca, di fatto,  era già al "servizio" di Faleburle. 

La vicenda che ha scosso dalle fondamenta il sistema politico - sanitario della nostra regione riguarda - in questo caso - una presunta istigazione alla corruzione a carico del cardiologo Mauro Faleburle che gli è valsa la misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici per un anno.

.Nell'occhio del ciclone era poi finito un concorso per due posti al reparto maxillo facciale. A quel punto, è la tesi della procura, sarebbe entrato in scena anche Massimo Lenti, garantendo la sua "disponibilità".

Ma ciò che ha portato all'ipotesi di istigazione alla corruzione a carico del cardiologo, riguarda un incontro avvvenuto nell'ufficio di Duca l'11 luglio  in cui lo stesso Faleburle, dopo averlo ringraziato più volte, avrebbe cercato di consegnare qualcosa al direttore generale. "Posso metterti una cazzata sotto il giornale?" Duca, però, consapevole dell'indagine ("Abbiamo un'indagine su di noi"), rifiuta. 

Per i giudici del Riesame la consegna delle tracce della prova scritta al genero è "certamente" avvenuta, tanto che lo stesso Faleburle, dinanzi al Gip, avrebbe ammesso un messaggio ricevuto da Lenti, Presidente della Commissione, con gli argomenti della prova scritta ma negando di aver ricevuto la traccia precisa della prova. Ma se per i giudici sussistono "gravi indizi di colpevolezza" per le ipotesi di reato in concorso di abuso d'ufficio e rivelazione di segreto d'ufficio, non emergerebbe però la sussitenza della istigazione alla corruzione.

Innanzitutto non sarebbe possibile, dalle immagini delle telecamere installate, capire che tipo di oggetto volesse consegnare a Duca (una penna di poco valore, avrebbe spiegato Faleburle al giudice). Inoltre, e non di meno importanza per i giudici, "a causa del rapporto amicale tra Duca e Faleburle, il primo aveva già manifestato piena disponibilità ad aiutare il candidato segnalato" senza quindi avere (Faleburle) necessità di corromperlo con regalie di sorta.  

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