Inchiesta sanità - Dopo l'interrogatorio, revocati gli arresti domiciliari a Barberini

La decisione del gip dopo aver sentito in mattinata l'ex assessore alla Sanità

Revocati gli arresti domiciliari all'ex assessore alla Sanità, Luca Barberini. Questa mattina, venerdì 18 aprile, l'ex componente della giunta regionale dell'Umbria è stato sentito dal giudica Valerio D'Andria per l'interrogatorio di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sui presunti concorsi accomodati. 

A conclusione, il suo legale, l'avvocato David Brunelli ha chiesto e ottenuto la revoca della misura. Anche se per il gip rimane immutato il quadro indiziario, ritenuto grave, la dimissione dal ruolo di assessore alla Sanità è considerato suffciente a garantire la non reiterazione del reato, per cui le esigenze cautelari vengono meno. 

Inchiesta sanità, il legale: "La posizione di Bocci è leggera e difendibilissima, non ci sono sue intercettazioni"

“Il mio assistito ha dato una spiegazione molto convincente in merito all’unica telefonata che lo riguarda - aveva spiegato l'avvocato Brunelli al termine dell'interrogatorio – È tranquillo, dice che non ha mai raccomandato nessuno, tanto meno fatto segnalazioni o alterato concorsi ricevendo e distribuendo le tracce delle prove”.  

VIDEO Inchiesta sanità, proseguono gli interrogatori. L'avvocato Brunelli: "Barberini ha dimostrato di non aver fatto raccomandazioni"

In mattinata anche gli interrogatori dell'ex segretario regionale del Pd, già ex sottosegretario agli Interni, Gianpiero Bocci, che ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una scelta differente, aveva spiegato sempre l'avvocato Brunelli, difensore anche di Bocci, dettata dalla necessità di completare l'esame degli atti di accusa, comprese le dichiarazioni di altri riferite allo stesso ex segretario. Il legale aveva definito la posizione dell'assistito "leggera e difendibilissima", rilevando come non venissero evidenziate sue intercettazioni o conversazioni. Bocci chiederà comunque di essere interrogato dai pm. 

Inchiesta sanità - Maxi sequestro di cellulari e profili social e spuntano cinque nuovi indagati: i nomi

Il primo a presentarsi davanti al gip D'Andria, questa mattina, è stato l'ex direttore amministrativo dell'Azienda ospedaliera di Perugia, Maurizio Valorosi. Anche per lui la scelta è stata quella di non rispondere al giudice. Il momento del confronto, o di dare la propria versione dei fatti, sarà rinviata al Tribunale della libertà a cui verrà presentato ricorso per modificare o revocare la misura cautelare che interessa entrambi gli indagati. 

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