Inchiesta sanità - Casciari pronto a parlare e rimettere il mandato, ma solo dopo le elezioni regionali

Il neo commissario dell'Azienda ospedaliera di Terni è indagato per falso e abuso d'ufficio per aver segnalato dei nomi ad un concorso da infermiere

Andrea Casciari rimetterà il mandato al nuovo presidente della Regione, quindi dopo il 27 ottobre, e poi andrà in Procura a raccontare la sua versione.

Lo rendono noto gli avvocati del commissario dell’Azienda ospedaliera di Terni, Nicola Di Mario e Paolo Rossi, dopo che il manager ha ricevuto l’avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sui concorsi truccati nella sanità regionale umbra.

Il neo commissario dell’Azienda ospedaliera ternana, nominato appena 20 giorni fa, è indagato per aver partecipato alla presunta spartizione, tramite raccomandazioni, dei posti migliori nella graduatoria di un concorso per infermieri quando era direttore dell’Azienda sanitaria locale. L’accusa è di falso e abuso d’ufficio.

“Riceviamo incarico dal nostro assistito di rappresentare che il medesimo – scrivono in una nota gli avvocati – subito dopo l’insediamento del nuovo presidente della giunta regionale rimetterà nelle mani di quest’ultimo il proprio mandato di commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Terni”.

Il nome di Casciari viene fatto in una intercettazione tra la Carnio, responsabile di quel concorso, e Valorosi, che viene informato come sia “…fatta…” per “…quella del Generale…”, cioè la sorella di un altro grado dell’Arma che ha “conseguito il punteggio di 19/20 alla prova pratica del concorso pubblico per le assunzioni a tempo indeterminato di 103 collaboratori professionali sanitari infermieri cat. D”. Dopo l’interessamento di Barberini la donna si sarebbe assicurata un “20, corrispondente al voto massimo previsto per la prova scritta” e che “tutti i nominativi da lui segnalati sulla base della lista” sono stati sistemati, tra cui anche quelli di Casciari.

A quel concorso si iscrissero quasi 16mila candidati, con oltre 400 scritti da correggere ogni giorno. Su 103 posti disponibili ben 69, secondo la Procura, erano stati assegnati a candidati con lo sponsor. Sempre secondo gli investigatori, gli stessi indagati erano preoccupati per quell’insolita “lievitazione” che avrebbe potuto portare a non accontentare tutti.

Il neo commissario avrebbe dovuto essere interrogato ieri, ma l’appuntamento in Procura è slittato al 31 ottobre: “In quella sede Casciari renderà dichiarazioni spontanee attraverso le quali darà conto della sua completa estraneità ai fatti oggetto della contestazione provvisoria. Solo dopo la chiusura delle indagini e all’esito di un esame dettagliato dell’intero materiale investigativo Casciari formulerà richiesta di interrogatorio ai pubblici ministeri titolari del fascicolo” hanno fatto sapere i legali Di Mario e Rossi.

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