Inaugurazione anno accademico dell'Unitre, ospite il procuratore generale Fausto Cardella

Appassionata prolusione del procuratore generale Fausto Cardella all'inaugurazione del XXXV anno accademico dell'Unitre perugina

Appassionata prolusione del procuratore generale Fausto Cardella all’inaugurazione del XXXV anno accademico dell’Unitre perugina. Al Centro servizi camerali “Galeazzo Alessi” di via Mazzini, dopo i saluti della presidente Unitre perugina Rina Pesaresi De Angelis e del presidente nazionale Guastavo Cuccini, Fausto Cardella parla di “Legalità e democrazia: come ricostruire il tessuto civile dell’Italia”.

Una diegesi che porta a conoscenza di un uditorio generalista un’esperienza e una cultura giuridica e civile, accumulata in una lunga esperienza di magistrato. Conversazione di divulgazione colta, che parte dal punto fermo di concordare cosa debba intendersi per democrazia.

“Se ci si attiene al valore etimologico del termine, di “potere/governo del popolo”, se ne può concludere che oggi, forse, non è così. Non diversamente da quanto poteva accadere nell’Atene del V secolo”. Si può dunque parlare di “oligarchia?” In un certo modo sì, dati i meccanismi di rappresentazione indiretta.

Poi la questione se la società civile sia in grado di esprimere automaticamente dei rappresentanti, considerando i tecnicismi che fanno riflettere sul fatto che dovrebbe trattarsi di una “professione”¸ nel senso più alto e nobile del termine. Quindi qualche riflessione sulla disistima e la delusione di fronte a comportamenti e disvalori del mondo politico, giungendo a riflettere sugli inevitabili condizionamenti del potere economico sulla formazione e sulla selezione dei politici stessi. Inevitabile il riferimento ai fenomeni corruttivi e la definizione della democrazia come “limite al potere”.

“La democrazia – afferma convintamente Fausto Cardella – è laicità, confronto, dialogo, deciso no al razzismo e alla xenofobia. Democrazia equivale a bioetica, educazione, attenzione agli altri e soprattutto ai deboli. È, insomma, legalità, rispetto delle regole che stanno a fondamento del vivere civile e del patto tra generazioni”. Poi citazioni da Pertini, da Mattarella, da Papa Francesco, sulla corruzione come primo problema del Paese.

Cardella si chiede: “Come ricostruire il tessuto civile dell’Italia?”. Dopo qualche apprezzamento della legge Severino, la conclusione in cui il procuratore si avvale di una citazione da Calamandrei: “È la scuola, ossia l’educazione, lo strumento più potente per la formazione delle future generazioni di cittadini responsabili e rispettosi delle regole democratiche”. Discorso apprezzato e lungamente applaudito.

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