Il rapinatore incubo delle universitarie di Perugia resterà in carcere. La motivazione dei giudici

Istanza di scarcerazione rigettata dal Riesame. Episodi inquietanti, quelli denunciati da tre giovani studentesse. L'indagato avrebbe pedinato anche un bimbo di appena 11 anni

Rapina aggravata e furto. Resta in carcere il 38enne di origini tedesche arrestato a fine dicembre dopo aver terrorizzato almeno tre studentesse a Perugia, pedinandole, aggredendole alle spalle allo scopo di derubarle. I giudici del Riesame (Narducci,Verola e Avenoso) hanno rigettato l’istanza avanzata dalla difesa (avvocato Luca Pietrocola), che aveva impugnato  l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, chiedendo l’alleggerimento della misura.

Scrivono i giudici: “Il Collegio condivide le argomentazioni del Giudice in ordine all’allarmante  pericolosità dell’indagato e alla sussistenza di concreto pericolo di reiterazione”. Inoltre, per i giudici del Riesame, gli arresti domiciliari non possono essere presi in considerazione "trattandosi di un soggetto senza fissa dimora e che non dispone di alcun domicilio". Inoltre "è tornato a delinquere ogni qualvolta ha terminato di espiare le pene definitive". 

Lungaè la scia di precedenti e di condanne – tra cui violenza sessuale, estorsione e reati contro il patrimonio – perpetrati dall’indagato nel corso degli anni, fino agli ultimi episodi nei confronti di almeno tre studentesse, di cui una rapinata sotto la propria abitazione.  A novembre, dopo aver pedinato una giovane studentessa polacca fino a casa e dopo averle tappato la bocca con una mano, l’avrebbe anche minacciata di morte ripetendole più volte “ti uccido”.  Poi spintonata e buttata a terra per rubarle 50 euro dal portafogli. Fatto analogo poco tempo dopo, nei confronti di un’altra giovane: anche in questo caso inseguita fino a impedirle di aprire il portone della propria abitazione e messo in fuga solo dalle grida disperate di lei.

E’ ancora un’altra studentessa straniera che frequenta la nostra Università ad aver riferito alle forze dell’ordine che lo stesso uomo, già riconosciuto dalle altre vittime, l'aveva seguita fino all'ingresso della propria abitazione a Perugia, raggiungela alle spalle proprio mentre stava aprendo la porta di casa. Accortasi della presenza inquietante alle spalle, sarebbe corsa in strada. Anche qui l'uomo l'avrebbe seguita fino a raggiungerla e "prenderle la mano".

Ma c'è un altro dettaglio a rendere ancora più inquietante il comportamento dell'indagato: secondo le indagini avrebbe pedinato anche un bambino di 11 anni, e non sarebbe la prima volta. Nel 2015 sarebbe stato riconosciuto da alcune madri di bambine di una scuola elementare mentre di nascosto scattava fotografie, in un'altra occasione avrebbe minacciato anche un'insegnante mentre tentava di entrare in un edificio scolastico.

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