Don Remo, la straordinaria storia del prete inventore: il suo brevetto fu utilizzato dalla Nasa

La comunità ponteggiana è in attesa di un’auspicata deliberazione della Commissione toponomastica per ricordare degnamente il “suo” prete inventore, don Remo Palazzetti

La comunità ponteggiana è in attesa di un’auspicata deliberazione della Commissione toponomastica per ricordare degnamente il “suo” prete inventore, don Remo Palazzetti. Personaggio perugino il cui brevetto venne addirittura utilizzato dalla Nasa.

L'idea dei ponteggiani non è quella di sostituire una denominazione già esistente, ma di istituirne una nuova: i pontefelcinesi suggeriscono il piazzale antistante il CVA, oppure l'area verde, adiacente al complesso scolastico verticale.

Don Remo Palazzetti (1902-1993) ha retto la parrocchia della popolosa frazione di Ponte Felcino per oltre mezzo secolo. Vi giunse nel lontano 1929 in sella alla sua rombante Moto Guzzi 350 e si propose in termini di prorompente vitalità e comunicativa, riuscendo a coinvolgere ragazzi e adulti. Coi quali non si risparmiò qualche scontro… anche ideologico.

Esperto e appassionato di radiofonia, trasformò il piano terra della casa parrocchiale in un attrezzato laboratorio radio-elettrotecnico, dove manuali tecnici convivevano pacificamente con vangeli e breviari.

Nel 1930 ebbe l’idea di convertire la sala da ballo della Società Filarmonica in cinema (Eden), realizzando da solo la macchina per le proiezioni. L’anno successivo, con l’avvento del sonoro, progettò e costruì due potenti altoparlanti che hanno egregiamente svolto il loro compito fino alla metà degli anni ’80.

Instancabile organizzatore, è anche un “fegataccio”, tanto che, nell’aprile 1944, sottoposto a duri interrogatori, conosce, per una decina di giorni, le patrie galere, per aver aiutato dei giovani a non ottemperare alla coscrizione obbligatoria della Repubblica Sociale mussoliniana.

Nelle concitate fasi del passaggio del fronte (20 giugno 1944), riesce addirittura a tener testa alla prepotenza dei reparti tedeschi acquartierati in paese, sventando la distruzione della locale centrale idroelettrica sul Tevere, fonte di energia per lo storico Lanificio, oltre che per l’ospedale Policlinico di Monteluce. È grazie al suo irrefrenabile attivismo che viene ricostruita a tempo di record, nell’ottobre 1952, l’attuale chiesa parrocchiale, già distrutta dai bombardamenti. Don Remo – bastian contrario, ma anche sacerdote di alta spiritualità – è stato uno dei primi e più fedeli discepoli di Padre Pio, anche quando il frate di San Giovanni Rotondo non era ben visto dalle autorità ecclesiastiche.

Fisica, elettrotecnica e matematica non hanno segreti per don Remo che, da autodidatta, brevetta un considerevole numero di invenzioni, alcune delle quali adottate dall’industria della radiofonia. Grande risalto negli ambienti scientifici ottiene, nel 1980, l’invenzione della “radiofrequenza per onde decametriche a campo rotante”, un sistema di ricetrasmissione alternativo a quello ideato da Guglielmo Marconi.

In pratica, a differenza del sistema “marconiano”, il campo rotante messo a punto da don Remo fa sì che il segnale radio si indirizzi verso un’unica e ben precisa direzione seguendo l’andamento del terreno ed aggirando gli ostacoli naturali senza necessità di ponti radio; in tal modo vengono eliminati disturbi e dispersioni nella trasmissione, si risparmia energia e si riduce lo spazio di ingombro del segnale che arriva pulito e chiaro al ricevente, dovunque esso si trovi.Insomma: un uomo e un prete che tanto ha fatto per la comunità felciniana. E che merita di essere ricordato.

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