Ikea a Perugia, la Regione Umbria "spiana" la strada: apertura più vicina

Approvate le modifiche al Testo unico del commercio, infuria la polemica. Liberati (M5s) contro Romizi: "Ha voluto lui questa manovra"

Anche se “dal Comune di Perugia non è arrivata ancora nessuna comunicazione”, l'apertura di Ikea a Collestrada fa un passo avanti. Come? Ci pensa la Regione Umbria. Con 17 voti favorevoli (Pd, Ser, Rp, FI, FdI) e 4 contrari (M5S, Lega) il consiglio regionale ha approvato il disegno di legge della Giunta regionale che prevede 'modificazioni e integrazioni alla legge regionale '13/2014' (Testo unico in materia di commercio) come emendato dalla Seconda Commissione.

“In particolare - spiega una nota della Regione - il dibattito in Aula si è sviluppato in merito al superamento del limite massimo delle grandi superfici, che era invece fissato a 15mila metri quadrati per le strutture alimentari e 20mila per quelle miste. Limite che verrà comunque definito ed organizzato all'interno del regolamento attuativo che verrà posto all'attenzione e all'analisi della stessa Commissione consiliare e quindi dell'Aula. Prevista la conferenza di servizi per le strutture di maggiori dimensioni. Abrogato l'Osservatorio regionale del commercio. Sul superamento dei limiti di superficie per l'insediamento di grandi centri commerciali sono stati respinti due emendamenti dei consiglieri della Lega Nord, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini che ne chiedevano il mantenimento”. In sintesi: modifiche al Testo unico del commercio e strada aperta ad Ikea a Perugia.

Ma c'è chi non è d'accordo. Tipo Liberati del Movimento 5Stelle. “Viene soppresso un altro articolo 18, in questo caso la cancellazione dei limiti di superficie. Una decisione dopo due anni dal precedente testo che arriva per sopravvenuti grandi interessi, che sono al di fuori della politica, ma talvolta anche nel suo seno e questi interessi economici fanno premio su tutto, sono i grandi interessi economici. È stata fatta una manovra all’esterno di questa Assemblea legislativa, portata avanti dal Sindaco di Perugia, perché alcuni altri non si compromettessero nel presentarla. Eppure già dal momento in cui l’attuale normativa prevede fino a 15mila e 20 mila metri quadri per le grandi superfici commerciali, questo è più che sufficiente. Dispiace vedere che c'è una manovra che ci passa sopra, indicata da un terzo. Non è giusto correre per Ikea e non farlo per tutti quei cittadini rimasti indietro. È una girandola di cortesie per la Grande distribuzione organizzata. Nel voto sull'atto, in quest'Aula, ci sono soggetti in chiaro conflitto di interessi che dovrebbero astenersi dal voto, a partire dalla presidente della Giunta regionale e non solo. Diciamo un forte no sul merito e sul metodo”.

E l'assessore regionale Paparelli risponde per le rime: “Non ho alcun tipo di conflitto di interesse. Sono stupito da illazioni senza fondamento. Da gennaio ad agosto si sono svolte una serie di partecipazioni, con istituzioni e forze socio economiche, da cui sono uscite una serie di proposte. Non stiamo discutendo di Ikea ma di leggi che valgono per l'intero territorio regionale. La Regione non autorizza progetti ma fissa regole generali in linea con le direttive comunitarie. Le autorizzazioni le rilasciano i Comuni. A noi spetterà l'individuazione dei criteri, con il regolamento, relativi a viabilità, ambiente e altro. Con queste modifiche non viene meno il limite massimo per le grandi superfici, questa è una bugia. Su richiesta del Cal è stato previsto che chi realizza una superficie commerciale non deve necessariamente farlo nella forma del centro commerciale. Ci saranno delle modifiche per la semplificazione, con una serie di conseguenti risparmi. È prevista la soppressione dell’osservatorio regionale del commercio; la ricognizione delle disposizioni contrastanti col principio generale dell’ordinamento nazionale rispetto all’apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio. Abbiamo introdotto un adeguamento alla direttiva servizi, in base alla quale l’apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio non può essere subordinata alla previsione di contingenti limiti territoriali o vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute dei lavoratori dell’ambiente incluso l’ambiente urbano e dei beni culturali. Non vengono eliminate le previsioni di norme regolamentari e non viene eliminata neanche la procedura della conferenza dei servizi. Il tema delle botteghe artigiane non c’entra nulla e la Giunta regionale ieri ha stanziato ulteriori 398 mila euro per gli esercizi di vicinato nei piccoli centri e borghi della regione per i centri commerciali naturali, per metterli nelle condizioni di poter competere in maniera e in forma innovativa. Sono stupito dal consigliere Liberati, che è nato liberale ed ora assume posizioni politiche estreme”.

Intanto, il capogruppo Pd Giacomo Leonelli, ha di che festeggiare. Prima del voto finale sull'atto, l'Aula ha approvato con 17 voti a favore (PD, SeR, FdI, FI, Ricci presidente) e 4 astensioni (LN e M5S) l'ordine del giorno proposto dalla maggioranza (PD e SeR) e illustrato dal primo firmatario, Giacomo Leonelli del PD. L'atto “alla luce della rilevanza degli aspetti legati alla disciplina dell'apertura di nuovi insediamenti commerciali di grandi dimensioni” impegna la Giunta regionale ad approvare il regolamento previsto dai commi 5 e 6 del testo legislativo entro il 28 febbraio 2017 (anziché 31 dicembre come proposto nel disegno di legge di modifica). Si indicano come temi prioritari cui destinare “particolare attenzione” a: aspetti urbanistici, “ivi compreso la limitazione del consumo del territorio”; ambientali, “con particolare riferimento alla mitigazione delle emissioni e dei rifiuti”; tutela del paesaggio e dei beni culturali. Leonelli ha spiegato poi che in un primo momento aveva avuto dei “dubbi” sul contenuto dell'articolo 18 che abrogava i limite massimo di volumi per i grandi centri commerciali, dubbi poi sciolti avendo poi verificato il vincolo posto dalle normative sopraordinate (europea e nazionale) e, soprattutto, dopo l'introduzione nel disegno di legge della Conferenza di servizi per l’autorizzazione alla costruzione di spazi commerciali di grande volumetria approvato dalla Seconda Commissione, “un modo questo” – a suo giudizio - “per contemperare le esigenze degli operatori e dei cittadini, andando a trovare un'occasione di confronto tra di esse".

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