I nuovi perugini: è opera di una giovane turca uno dei più ricchi studi sul simbolo del Grifo

L’autrice si chiama Özgen Kolasln ed è nata a Istanbul, ma vive nella città del Grifo, dove si è laureata alla Stranieri in Tecnica pubblicitaria

Si deve a una straniera la più completa ricerca sul Grifo. L’autrice si chiama Özgen Kolasln ed è nata a Istanbul (greca da parte di madre e montenegrina da parte di padre), ma vive nella città del Grifo, dove si è laureata alla Stranieri in Tecnica pubblicitaria.

Successivamente ha conseguito la laurea in Archeologia a Palazzo Manzoni. Ha partecipato a campagne di scavo in Italia e in Turchia ed è responsabile del sito iloveturchia.it, patrocinato dalla nostra ambasciata nel Paese di Atatürk. Si occupa di psicologia umanistica e, in particolare, del nesso che lega neuroscienze e scienze umane.

Con questo importante bagaglio formativo, Özgen si è accinta alla redazione di una ricerca ad ampio respiro, relativa al nostro simbolo cittadino. Ne dà conto nel libro  “Il Grifo. Potere simbolico, mito e storia”, edito da Morlacchi (200 pagine, 16 euro). Il volume si dipana in 8 capitoli. A far capo dalle origini iconografiche e simboliche nel Vicino Oriente, nel mondo egeo, in quello etrusco e romano e nel milieu perugino.

Non mancano sezioni sui protoceratopi (dinosauri cornuti) e riflessioni sul potere dei simboli antichi nella coscienza collettiva fino, addirittura, agli archetipi, al  potere dei simboli in pubblicità, al grifo nella cultura dei mass-media. Un’opera, dunque, multidisciplinare e a largo spettro. Prefazionata dall’ex Soprintendente per i beni archeologici, Mario Pagano.

Interessanti, per il comune lettore, le sezioni sul grifo etrusco e romano ma, in particolare, quella sul Grifo perugino. Dove (ripercorrendo la strada tracciata da Gustavo Cuccini) si racconta che grifo e leone assumono rilievo nel febbraio 1276 (registro pergamenaceo) “in eglesia Sancti Laurenzii et Sancti Herculani”, ma le tracce si ritrovano anche in periodo precedente.

Poi una serie di considerazioni sugli esemplari bronzei nell’atrio del palazzo dei Priori, con riflessioni e ipotesi di fattura e datazione. Compresi i grifi in travertino sui cilindri lapidei all’ingresso del Portale del Maitani i quali possiedono da dietro due vitelli (altro che “artigliare”! questi si dànno al possesso carnale!). Mal di vizio, se è vero che anche il Grifo sulla facciata dell’Oratorio di San Bernardino pare orientato a fare altrettanto sulla povera preda.

Lo stesso dicasi per i due Grifi (invero, sfuggiti all’autrice) sulla lunetta del Palazzo del Bargello: anche questi esemplari possiedono carnalmente un lupo e un caprone. Grifo, dunque, rampante e col sesso eretto. A dimostrazione di una virilitas che l’homo perusinus mena da sempre a proprio vanto. Un’opera interessante, quella di Özgen Kolasln, sul Grifo e le sue origini. Resta da mettere meglio a fuoco qualcosa sul Grifo della Vetusta, presente in innumerevoli varianti, pose e simbologie.

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