Un vero "Cazzotto", quell'orologio alla Kennedy... per ricordare il messaggio nonviolento di Aldo Capitini

Il titolo dell’opera è “Due minuti a mezzanotte” e si lega al Doomsday Clock. Un autentico “cazzotto” alla nostra irresponsabile indifferenza

Un’opera che coniuga egregiamente memoria collettiva, arte, valori, cultura, arredo urbano, identità.

Un gigantesco simulacro dell’orologio del Comune – stampato a grandezza naturale – è comparso in prossimità della Galleria Kennedy. Lo hanno incollato sopra la pannellatura, opportunamente collocata a chiudere la vecchia galleria di accesso agli ascensori di piazza della Rupe, ormai dismessi e fradici di umidità. E non è casuale che l’opera attragga l’attenzione su questo luogo in disuso che andrebbe recuperato a una qualche idonea funzione.

L’installazione s’inserisce tra gli eventi di “Cazzotto”, serie di performance artistiche nel centro storico di Perugia. L’iniziativa si collega al cinquantesimo anniversario dalla morte di Aldo Capitini. Ma cosa c’entra l’orologio col maggior filosofo della Vetusta?

Il padre di Capitini era dipendente comunale, custode della torre campanaria di Palazzo dei Priori e addetto, fra l’altro, a far suonare l’orologio. Lo stesso Aldo racconta di averlo fatto più volte, come altri familiari, in sua vece.

La stampa rappresenta l’orologio visto da dietro, come certamente l’avrà più volte visto il filosofo nonviolento. Fra l’altro, è notizia recente che si sta procedendo al ripristino dell’appartamento dove visse la famiglia, mentre lo studiolo sotto la torre campanaria è oggi sede dell’ufficio di Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale.

Dunque l’orologio mostra all’osservatore la parte posteriore, dal lato dei meccanismi (ma quanti perugini sanno che le sezioni delle ore sono apribili come finestrelle per areare l’ambiente?). Il perché di questa prospettiva “rovesciata” è riconducibile alla vera rivoluzione che Capitini operò nel mondo filosofico, intellettuale e politico con la sua ispirazione pacifista, nonviolenta, antifascista, libera da pregiudizi religiosi, autenticamente libera e liberale: da “religioso laico e rivoluzionario nonviolento”, come lo definì l’amico e allievo Walter Binni, un altro gigante tra i personaggi perugini.

Il titolo dell’opera è “Due minuti a mezzanotte” e si lega al Doomsday Clock, ossia un orologio messo a punto dagli scienziati dell’Università di Chicago, regolato il base agli eventi che colpiscono la Terra politicamente e ne segnano la sua vicinanza alla fine, ossia a quella che comunemente definiamo “apocalisse”. E forse mai come in questo momento si possono avvertire foschi presagi. Mai come oggi sta per scoccare l’ora temuta e terribile della distruzione… mancano solo “due minuti”

Bella l’opera, affascinante l’idea: molto più di una cosa messa lì “per bellezza”. Ma l’invito a riflettere a fondo sull’attualità del messaggio capitiniano. Un autentico “cazzotto” alla nostra irresponsabile indifferenza.

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