Uscire quanto prima dal carcere di Capanne per poter poi affrontare la dura battaglia legale dove si dovranno smontare mattone dopo mattone le teorie dell'accusa che vanno dalla violenza sessuale, alla concussione, fino all'associazione a delinquere finalizzata a favorire assunzioni e carriere.
E' questa la strategia difensiva, fatta presente anche all'ex sindaco di Gubbio sabato scorso dai legali Franco Libori e Marco Marchetti, che oggi si è concretizzata con due atti ufficiali: la presentazione di una istanza al Tribunale della Libertà e anche l'appello per il no alla scarcerazione dell'ex sindaco ribadita dal Gip, Carla Giangamboni.
"Abbiamo presentato - ha spiegato l'avvocato Franco Libori - tutte quelle misure possibili per poter mettere termine alla custodia cautelare in carcere del nostro assistito. Negli interrogatori di garanzia Goracci ha risposto e ribattuto all'accusa su tutti i punti sollevati. Non ci sono state né reticenze né tantomeno argomenti dove non si è sottoposto ad un confronto serrato".
Il pool difensivo ha fatto visita all'ex esponente di Rifondazione Comunista in carcere sabato scorso. "Goracci è ovviamente provato soprattutto perché si aspettava una valutazione positiva da parte del Gip in fatto di scarcerazione, ma così non è andata. Comunque resta estremamente combattivo: si definisce non solo innocente ma di aver messo per 10 anni tutte le energie a disposizione della città di Gubbio come dimostrano, a suo dire, i risultati ottenuti oggettivamente dalla sua comunità".
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Sulla mancata scarcerazione pesa anche un aspetto non di secondo conto: Goracci soffre di una forma di diabete importante per la quale deve spesso assumere dell'insulina nel corso della giornata. "Abbiamo fatto notare alle autorità competenti questo aspetto di natura sanitaria, comunque non è su questo che si incentra la nostra richiesta di scarcerazione. Nel carcere c'è un centro sanitario che permette al nostro assistito di mantenere le cure prescritte in liberà".
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