Giustizia lumaca, il processo ai presunti terroristi di Gheddafi scivola verso la prescrizione

Arrestati otto anni fa con l'accusa di minacce, violenze e tentati assalti all'ambasciata libica a Roma, per i vertici della Lega degli studenti libici le accuse cadranno a maggio del 2020

Sono accusati di essersi uniti con altri cittadini libici, non identificati, per commettere una serie di reati “al fine di condizionare - è scritto nel capo di imputazione - i cittadini libici in Perugia in favore del regime del Colonnello Gheddafi, impedire l’espandersi dell’influenza del Consiglio nazionale transitorio riconosciuto dal Governo italiano e allontanare i rappresentanti diplomatici dello stesso Governo transitorio”. Adesso il processo all’allora presidente della Lega degli Studenti libici in Italia e ad altri due connazionali accusati di aver minacciato di morte alcuni connazionali anti regime sta scivolando verso la prescrizione.

I tre sono accusati di associazione finalizzata alla minaccia aggravata, violenza privata, invasione di edifici e percosse, ma nel corso dell’udienza di oggi è stata fatta cadere l’ipotesi di reato transnazionale e, anche con l’associazione, i reati si prescrivono il 19 maggio del 2020. Impensabile chiudere il processo, fare l’appello e arrivare fino in Cassazione (fatti salvi i periodi interruttivi della prescrizione) per i tre imputati, difesi dagli avvocati Edmondo Zappacosta, Luca Tadolini e Alessandro Ciglioni.

Secondo l’accusa le vittime, altri cittadini libici, sarebbero state minacciate di morte se avessero continuato a frequentare gli oppositori del regime di Gheddafi e se avessero preso parte a una manifestazione indetta contro l’allora Rais. Tra le accuse c’è anche quella di aver tentato, “con sopralluoghi, di invadere l’edificio che ospita la rappresentanza diplomatica dell’attuale Governo transitorio libico di Bengasi, a Roma, al fine di cacciare dallo stesso l’attuale rappresentante diplomatico e di costringere con la forza quest’ultimo ad abbandonare la sede”.

I tre sono accusati anche di aver più volte manifestato l’intenzione di voler uccidere l’ex ministro degli esteri del regime del Raìs e di violentare la sorella di un sostenitore del governo di Bengasi.

Ad otto anni dagli arresti e con tanto di giudizio immediato, si va verso la conclusione senza poter provare le accuse o assolvere gli imputati.

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