Giro di passaporti falsi dall'Umbria in favore di cittadini albanesi: catturata la primula rossa della banda

Blitz della Polizia a Tirana per arrestare un 57enne in fuga dal 2018. Nel giro c'erano anche due italiani titolari di un'agenzia di Foligno

Catturato a Tirana la mente di una banda albanese-italiana che aveva messo in piedi, dall'Umbria, un giro di passaporti falsi per far accedere stranieri negli Usa senza problemi di vista. La Polizia ha fatto un blitz in Albania per arrestare un 57enne del posto raggiunto da un provvedimento di estradizione in Italia per l’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dall’autorità giudiziaria di Perugia.

L’uomo, nel gennaio 2018, era sfuggito all’esecuzione della misura della custodia cautelare in carcere disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Perugia, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito dell’operazione denominata “Overtime”.

L'operazione aveva interessato un sodalizio criminale composto da cittadini albanesi ed italiani che aveva elaborato un articolato meccanismo in grado di assicurare a decine di cittadini albanesi l’ingresso illegittimo negli Stati Uniti d’America.Il tutto attraverso un giro di falsi passaporti alimentato da due cittadini albanesi e da due italiani, che all’epoca gestivano un’agenzia di viaggi nel folignate.

I primi due erano addetti alla contraffazione di passaporti italiani dei quali era stato denunciato il furto o lo smarrimento, apponendovi le foto e le generalità dei connazionali che volevano recarsi negli Usa. Mentre gli altri due italiani prenotavano i relativi biglietti aerei, compilando il modulo apposito e dichiarando falsamente che i viaggiatori possedessero la doppia cittadinanza albanese e italiana.

In questo modo, molti cittadini albanesi hanno potuto fare ingresso negli Usa senza bisogno di visto d’ingresso, potendo trattenersi teoricamente per i soli 90 giorni previsti, ma in molti casi permanendo in quel Paese ben oltre la scadenza consentita. Il gruppo lucrava migliaia di euro per ogni albanese che riusciva a far entrare negli Stati Uniti con il suddetto stratagemma, applicato in alcune decine di casi. Nei confronti dei quattro sono state mosse le pesanti accuse di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di ricettazione.

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La mente della banda è stato imbarcato su un aereo diretto a Roma e, al suo arrivo, ha trovato gli agenti dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino e quelli della Squadra Mobile di Perugia pronti a notificargli l’ordinanza cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria di Perugia, in esecuzione della quale è stato associato in carcere.

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