Baby scassinatori sorpresi da Polizia e Carabinieri all'interno dell'ufficio postale di Bastia Umbra

Due giovanissimi in manette per tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale. Sequestrati un cacciavite utilizzato per aprire la porta e due coltelli

Due giovanissimi (19 e 20 anni) sono stati arrestati dalla Polizia e dai Carabinieri, nella notte tra sabato e domenica, per tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale a Bastia Umbra a danno dell’ufficio postale.

I due ragazzi, magrebini di origine, disoccupati e con piccoli lavori saltuari e senza precedenti né di polizia né penali, sono stati sorpresi dagli agenti e dai militari all’interno degli uffici postali di Bastia Umbra, nei quali erano penetrati forando una porta posteriore.

I due ragazzi hanno tentato di scappare e poi opposto resistenza all’arresto, ma sono stati bloccati dalla polizia e dai carabinieri che hanno sequestrato loro anche un grosso cacciavite (utilizzato, probabilmente, per forzare la porta dell’ufficio) e due coltelli che avevano in tasca.

Stamattina i due ragazzi, difesi dall’avvocato Roberto Tittarelli, sono comparsi davanti al giudice Ciliberti per l’udienza di convalida. Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia in carcere, ma il giudice ha convalidato sì il fermo, ma stabilito l’obbligo di presentazione agli uffici di polizia giudiziaria ogni mattina.

Ad accorgersi del tentativo di furto il personale che si occupa della videosrveglianza da remoto, che ha segnalato la presenza di alcune persone alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Assisi. Sul posto si recava una pattuglia di militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e una volante del locale Commissariato di P.S., trovando la porta di emergenza laterale aperta e con il vetro spaccato.

All'interno dell'ufficio postale militari e agenti rovavano una persona con passamontagna che impugnava un coltello di grosse dimensioni in una mano ed un pugnale nell’altra. Alla vista dei militari il ladro cercava di arrivare alla porta per darsi alla fuga, ma veniva bloccato e disarmato. Anche il complice veniva trovato nascosto all’interno dell’archivio dell’ufficio postale, dietro a degli cartoni. Anch’egli indossava un passamontagna e aveva con sé una chiave inglese di grosse dimensioni. Una volta ammanettato tentava la fuga attraverso un foro effettuato nella rete di recinzione fatto precedentemente dai malviventi per introdursi sul retro dell’ufficio postale.

Dall'ispezione dei locali dell’ufficio postale emergeva che i ladri avevano tentato di raggiungere il caveau, ove si trovavano in giacenza circa 40.000 euro. Nel bagno un pannello del controsoffitto era stato tolto dalla propria sede creando un passaggio verso il tetto, finalizzato a creare una via di fuga.

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