Il macabro scherzo su Facebook: "Sono loro che vendono i bambini ai preti pedofili"

Alla sbarra per un post su Facebook contro un centro ricreativo: "Attenzione, io li conosco..."

Ai tempi dei social in cui un “post” può raggiungere centinaia, se non migliaia di persone, bisogna pensarci due volte prima di esprimere pensieri offensivi pensando di farla franca e di rimanere nell’anonimato mondo del web. E’ quello che è accaduto ad un giovane perugino, finito alla sbarra con l’accusa di diffamazione aggravata. La vicenda ha inizio nel 2016, quando un'associazione di volontari pubblica sulla pagina Facebook un annuncio relativo ad attività ricreative  in cui veniva incentivata la partecipazione di bambini per laboratori extrascolastici.

Alla vista del "post" al giovane balena in mente di commentare, con toni diffamatori l'annuncio dell'associazione: "Attenzione, non vi fidate, li conosco, li portano da preti pedofili e vengono pagati profumatamente" , offendendo - come si legge nel capo d'imputazione formulato dal pm Gemma Miliani - l'onore e il decoro del predetto ente. In maniera del tutto ingiustificata. Il giovane infatti non avrebbe avuto nessun tipo di rapporto o di conoscenza con l'associazione, motivando l'assurdo gesto come uno "scherzo".

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Uno scherzo costato una denuncia  e una richiesta di rinvio a giudizio che ora potrebbe portarlo a processo.  Nonostante le trattative stragiudiziali la vicenda è andata avanti in quanto- come sottolineato dal legale dell'imputato, l'avvocato Riccardo Buldrini - le richieste avanzate dalla costituenda parte civile è apparsa troppo esosa. Dinanzi al gip D'andria questa mattina è stata fissata l'udienza preliminare, ma la difesa del ragazzo, tra l'altro incensurato e senza lavoro, ha optato per la messa alla prova. Il giudice, pur ammettendo la costituzione di parte civile, ha rinviato l'udienza al 25 ottobre. Presentata inoltre istanza per lo svolgimento di ulteriori mansioni come volontario da parte dell'imputato per risarcire il danno arrecato. 

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