Garage degli orrori: testa e zampe di gatto in un barattolo, 26enne a processo

A sedere al banco degli imputati, a seguito di un decreto di citazione a giudizio, un giovane 26enne già finito a processo (prima assolto, poi condannato in appello) con l'accusa di aver ucciso un animale davanti ai cancelli di una scuola

Testa e zampe di gatto immerse nel liquido e conservate in un barattolo di vetro, maschere raffiguranti muso di gatto e realizzate in materiale organico, una mannaia con una lama di quasi venti centimetri. E' lo spettacolo raccapricciante rinvenuto all'interno di un garage a Perugia nei primi di ottobre del 2014.

A sedere al banco degli imputati, a seguito di un decreto di citazione a giudizio, un giovane 26enne già finito a processo (prima assolto, poi condannato in appello) con l'accusa di aver ucciso, scuoiato e abbandonato un animale davanti ai cancelli di una scuola. Quest'ultimo procedimento è pendente in Cassazione a seguito del ricorso presentato dall'avvocato Franco Libori, mentre - parallelamente - si aperto un altro processo dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Perugia che dovrà giudicare se l'uccisione dei gatti rinvenuti nel garage, sia imputabile al giovane. Per la difesa, invece, non ci sarebbe nessuna prova che sia stato l'imputato ad aver cagionato la morte degli animali.

Questa mattina, nel corso della prima udienza, si sono costituite parte civile l'associazione "Lav" con gli avvocati Cecilia De Vecchi e Pasquale Perticaro, e "Anpana", associazione nazionale protezione animali natura ambiente, con l'avvocato Giuseppe De Lio. L'udienza è stata rinviata al prossimo 29 novembre con l'ascolto dei testi del pm. 

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