Prende la figlia e fugge per una settimana per evitare gli ispettori del lavoro in azienda

Protagonista delle vicenda un imprenditore cinese della provincia di Perugia. E' ricomparso dopo una settimana come se nulla fosse accaduto

Gli ispettori del lavoro piombano in azienda per un controllo e lui fugge con la figlia piccola e per una settimana fa perdere le proprie tracce.

L’imputato, un cittadino cinese difeso dall’avvocato Gian Gabriele Binaglia, era titolare di un’azienda tessile nel perugino. Una mattina si sono presentati nel piazzale i poliziotti dell’ufficio immigrazione, i carabinieri dell’Ispettorato del lavoro, i vigili del fuoco, polizia municipale e il personale dell’Asl. Il controllo era scattato dopo la segnalazione di emissioni rumorose e inquinanti da parte dell’azienda.

Gli ispettori avevano bussato al capannone proprio mentre il titolare ne usciva, tenendo per mano una bambina piccola, la figlia. L’uomo aveva preso atto dei documenti dell’ispezione senza opporre alcun diniego, salvo il permesso di poter portare la figli alla vicina scuola.

Cosa che gli veniva consentita, con la scorta di un’auto di servizio della municipale. Nel frattempo i controlli iniziavano alla presenza della moglie dell’uomo.

Poco dopo la pattuglia che doveva scortare a scuola l’uomo e la figlia chiamava il responsabile: è fuggito, l’abbiamo perso.

Iniziava così una caccia all’uomo in tutta la provincia, con tanto di segnalazione al Tribunale per i minorenni della sparizione della bimba. Anche se la madre si mostrava calma e tranquilla.

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L’uomo e la figlia sono ricomparsi una settimana dopo, come se nulla fosse accaduto. La bimba tornando a scuola, mentre l’uomo si presentava in Questura per ritirare gli atti del controllo e la denuncia per aver impiegato personale in nero e connazionali già espulsi dal territorio italiano.

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