Fontivegge, straniero prova a scipparlo, ma studente lo manda al tappeto

Aspettava l'autobus sotto il porticato della Coop quando uno straniero ha provato a strappargli lo zaino. Dopo essere stato ferito, il ragazzo ha reagito mandando ko lo straniero

Ci troviamo nostro malgrado a riportare per l'ennesima volta la cronaca di una tentata rapina che si è verificata a Perugia. A raccontarci la storia è stato un nostro lettore che si è trovato vittima di un tentativo di scippo.Il luogo del misfatto è la zona della stazione di Fontifegge, più volte scenario di questo genere di reati, nonché di spaccio e prostituzione.

Ma questa volta il gesto criminale non ha avuto esisto positivo per i malviventi. Sono circa le 11 e 30 di lunedì 25 marzo e sembra una normale giornata di vacanze pasquali per P. L., studente perugino, che aspetta l'autobus alla fermata di via Fontivegge, precisamente sotto il porticato davanti la Coop. Il piazzale era completamente deserto quando ad un tratto si avvicina ragazzo magrebino magrebino tra i 25 e i 30 anni che afferra con violenza la tracolla della borsa del ragazzo nel tentativo di scippargliela,la vittima riesce però a divincolarsi. Il balordo, non contento del fallito tentativo, con uno spintone lo scaraventa per terra. Lo studente, cadendo, sbatte la faccia sul marciapiede procurandosi una ferita al naso che inizia a sanguinare. Ma non si da per vinto, recuperato il cellulare, rincorre il rapinatore.

Gli molla un destro in pieno viso che non gli lascia scampo. Il malvivente cade sull'asfalto, incredulo per la reazione di quella che sembra una facile preda. ll protagonista di questa vicenda ha alle spalle ben 10 anni judo e non ha esitato a mettere in pratica gli insegnamenti del suo maestro. Velocemente si avvicina un “collega” del rapinatore che stazionava poco distante a fare il palo. Probabilmente si è reso conto che questa volta l'unica cosa da fare è la ritirata, così da una mano all'amico a rialzarsi mettendogli un fazzoletto sulla bocca sanguinante. “Inizialmente ho cercato di evitare lo scontro fisico allontanandomi – racconta P. L. - ma dopo lo spintone ho deciso di difendermi.  Ho reagito d'istinto e mi rendo conto di avere sbagliato, quei due criminali potevano essere armati e questa storia poteva finire in tragedia. Fortunatamente mi è andata bene – continua lo studente – ma a mente fredda dico che e meglio stare calmi, una borsa non vale il rischio di perdere la vita. Ho evitato la denuncia per scansarmi lungaggini burocratiche e perdite di tempo, tanto questa gente la fa sempre franca”.

(Nicola Capizzi)

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